Etichetta: OdP / Venus
Tracce: 9 – Durata: 42.09
Voto: 8/10
In un momento in cui è sempre più plausibile la fruizione della musica in modalità frugale e scostante, un disco degli Offlaga Disco Pax si presenta come l’ovvia eccezione. Così come per i due precedenti lavori, non c’è possibilità di ascoltare Gioco di Società in modo distratto: occorre dedicarcisi per assaporare, una per una, le parole che Max Collini sviscera nei suoi indolenti (ma dolentissimi) racconti. Brani tratti da esistenze di varia estrazione, con lucida amarezza e con brillante esilità, che narrano storie di spiazzante freschezza, ambientate tra vecchie sedi del PCI (Palazzo Masdoni), condomini di infantile memoria (Sequoia) e manifestazioni sindacali degli anni 60 (Per i morti di Reggio Emilia) ma anche in sentite cronache di povertà e tristezza come in A pagare e morire dove viene resa tutta l’angoscia di una pratica di sfratto a danno di un uomo in piena crisi esistenziale oppure in racconti di imprese sportive e curiose come quella occorsa al ciclista Johan Van Der Velde durante un Giro d’Italia a fine anni 80.
A fare la differenza, anche in questa occasione, è la parte “suonata” che, lungi dall’essere meramente sonorizzante, si preoccupa di fare un passo in avanti nella ricerca e nella sperimentazione. Sia pure prendendo a piene mani dall’esperienza dei Kraftwerk (periodo TEE, per intenderci) il laboratorio di Reggio Emilia, presidiato da Daniele Carretti e Enrico Fontanelli, si concede il lusso di prendere le distanze dagli studi Kling Klang proponendo una musica elettronica molto meno glaciale di quella dei colleghi di Düsseldorf e proponendosi come una trama evocativa e a volte cinematica, capace di dare alle parole di Collini l’enfasi necessaria farci rimanere incollati per l’intero album.
Con le chitarre in disparte, in favore di tastiere (molte analogiche) e del basso, i brani di Gioco di Società hanno comunque il pregio di rimanere legati a doppio filo allo “stile” del trio, offrendo qualcosa di immediatamente riconducibile a loro, seppure stupendamente rimodernato.
Un disco che è quello che ci si aspetta da Offlaga Disco Pax che, per quanto possa sembrare strano, è proprio quello che ognuno di noi desiderava.
Bellissima anche la confezione, in particolare quella dell’LP, che offre un vero e proprio Gioco di Società basato sulla mappa di Reggio Emilia, con tanto di pedine prefustellate, per giocare in cortile nei torridi pomeriggi della prossima estate.
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non saprei definirli, li ho ascoltati Live un paio di anni fa ma dopo un po’ mi avevano sfracassato i maroni, sarà uno dei miei tanti limiti. “per giocare in cortile nei torridi pomeriggi della promissima estate” mi ha fatto tornare in mente le cose belle da fanciullo. Grazie.
Isidax, allora dagli una chance. Quell’atmostefa lì, quella dei cortili della nostra infanzia, è spesso presente nei racconti di Max.
volevo copiincollare ma con Diego in braccio e dura usare due mani…