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Fard-Rock Classic: All The Young Dudes

Artista: Mott The Hoople
Etichetta: CBS
Anno: 1972

Il quinto album dei Mott The Hoople nasce grazie all’interessamento di un fan d’eccezione come David Bowie autore del loro più grande successo commerciale, All The Young Dudes, che in seguito avrebbe dato il titolo all’intero LP.
La leggenda narra che Bowie, dopo aver saputo dal bassista Peter Watts dell’intenzione di sciogliere la band a causa dello scarso successo commerciale, avesse offerto ai Mott una sua canzone, Suffragette City, senza che questo servisse a far cambiare loro idea.
Convinto che una canzone inedita li avrebbe fatti capitolare, decise di scrivere un pezzo appositamente per loro e lo fece in pochi minuti, seduto a gambe incrociate sul pavimento di un albergo in Regent Street a Londra, di fronte al cantante della band, Ian Hunter.
Se sia leggenda o realtà non lo sapremo mai. Di fatto All The Young Dudes venne pubblicata come singolo a 45 giri e servì a mantenere assieme la band oltre che a portarla per la prima volta nelle vette delle classifiche di vendita.
David Bowie stava vivendo (in UK) uno dei momenti di maggior successo commerciale e la sua firma su un pezzo inedito aveva davvero un valore inestimabile. Il brano arrivò al terzo posto delle classifiche inglesi, con apparizioni significative anche in quelle americane (n.37) e canadesi (n.31).
Con un arrangiamento sinuoso e orecchiabile la canzone portava messaggi diversi da quelli solitamente espressi nelle canzoni pop e i riferimenti al suicidio (ma anche i richiami ad un pubblico immaginario) ricordavano vagamente Rock’n'Roll Suicide, l’ultima traccia di The Rise And Fall of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars, e finì per diventare per il Glam Rock quello che All You Need is Love fu per il movimento Hippie.
Il successo del singolo, uscito a giugno, convinse la band a dare lo stesso titolo all’album previsto per novembre e la mossa si rivelò vincente, portando in classifica anche  il 33 giri scatenando una serie di controversie legate al contratto con la precedente casa discografica, la Island Records.
La questione sarebbe stata sollevata in virtù del fatto che molte delle canzoni dell’album vennero registrate durante il periodo di validità del contratto con la Island la quale, visto il successo ottenuto, finì col rivendicare la proprietà del materiale pubblicato dalla CBS. A tutt’oggi la questione è aperta ma sembra destinata a non venire mai chiarita. Ian Hunter nel 1980 dichiarò che il disco era stato realmente completato in epoca Island ma che Chris Blackwell (manager dell’azienda) pur essendo al corrente della sua esistenza, non cambiò idea procedendo con le pratiche di soluzione del contratto. Nel documentario Ballad of  The Mott, diretto nel 2011 da Chris Hall e Mike Kerry, Hunter tornò nuovamente sulla questione ma generando altra confusione: “Non posso parlare di quella storia, ho un vuoto di memoria (…). Semplicemente all’improvviso eravamo con la CBS e Dudes era il primo singolo…“.
Ma al di la di questo, l’album riuscì davvero a sorprendere tutti e il pezzo nuovo di Bowie portò linfa vitale su tutte le altre canzoni, inclusa la cover di Sweet Jane (The Velvet Underground) posta in apertura e pubblicata come 45 giri in Canada, Olanda, Portogallo, Spagna e USA.
Anche One of The Boy, inizialmente inserita nella facciata B del 45giri All The Young Dudes, ebbe un po’ di gloria uscendo come singolo in alcuni paesi del Nord America e dell’Europa continentale.
Nel 2003, l’album raggiunse la posizione numero 491 nella classifica dei 500 migliori album rock di tutti i tempi pubblicata dalla rivista Rolling Stone, salendo alla posizione 484 nell’aggiornamento stilato nel 2012. 
David Bowie registrò una sua personale versione di All The Young Dudes mentre lavorava a Aladdin Sane ma non venne mai pubblicata fino al 1995 quando apparve in un missaggio mono nell’album semi illegale RarestOneBowie. In seguitò verrà inserita in diverse pubblicazioni ufficiali, compresa la riedizione di Aladdin Sane, realizzata per il 30° anniversario.
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LP Originale del 1972:

Lato A:
1.”Sweet Jane” (Lou Reed) – 4:21

2.”Momma’s Little Jewel” (Ian Hunter, Peter Watts) – 4:26
3.”All the Young Dudes” (David Bowie) – 3:32
4.”Sucker” (Hunter, Mick Ralphs, Watts) – 5:03
5.”Jerkin’ Crocus” (Hunter) – 4:00

Lato B:
1.”One of the Boys” (Hunter, Ralphs) – 6:46

2.”Soft Ground” (Verden Allen) – 3:17
3.”Ready for Love/After Lights” (Ralphs) – 6:47
4.”Sea Diver” (Hunter) – 2:53

Bonus tracks (2006 reissue)
1.”One of the Boys” (Demo) (Hunter, Ralphs) – 4:18 Produced by Mott the Hoople
2.”Black Scorpio” (Demo di “Momma’s Little Jewel”) (Hunter, Watts) – 3:35 Produced by Mott the Hoople and Muff Winwood
3.”Ride on the Sun” (Demo di “Sea Diver”) (Hunter) – 3:36 Produced by Mott the Hoople
4.”One of the Boys” (versione del singolo inglese) (Hunter, Ralphs) – 4:21 Produced by Mott the Hoople
5.”All the Young Dudes” (voce di David Bowie e Ian Hunter) (Bowie) – 4:25
6.”Sucker” (Hunter, Ralph, Watts) – 6:27 Live 1973 Hammersmith Odeon; produced by Dale “Buffin” Griffin
7.”Sweet Jane” (Reed) – 5:00 Live 1973 Hammersmith Odeon; produced by Dale “Buffin” Griffin

Arrangiamenti – David Bowie, Mott The Hoople 
Orchestrazione  – Mick Ronson 
Basso – Overend Watts
Cover  – George Underwood 
Batteria – Buffin 
Ingegnere del suono – Ted Sharp
Produttore – David Bowie
Sax – David Bowie
Copertina, Art Direction – Mick Rock 
Voce, Chitarra – Mick Ralphs
Voce, Organo – Verden Allen
Voce, Piano – Ian Hunter

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4 Risposte

  1. band molto più influente di quello che si può pensare, Mott The Hoople, sentire i Clash, soprattutto degli esordi..

  2. Infatti, Jimmy. E difatti Ian Hunter chiamò proprio i Clash per il suo bellissimo “Short Back’n'Side” a inizio 80. :-)

  3. ah opps! canta come demon albarn….o forse e’ il contrario. :-)

  4. A parte la lacrimuccia di commozione, pensare che Bowie abbia “mollato” ad altri (per quanto amati e stimati) un pezzo così ti fa veramente capire quanto fosse grande e lungimirante. Personaggio irripetibile. Ian Hunter poi fece dei buoni dischi con Mick Ronson, vale la pena averli.

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