Nella bella cornice del Bolognetti Rocks, al quadriportico di Vicolo Bolognetti a Bologna, ha fatto tappa giovedì scorso il tour estivo di Anna Calvi. Alle 21:30 il cortile era già gremito di gente e guardandomi in giro mi sono accorto di quanto trasversale sia il pubblico della rocker britannica. Gente di tutte le età (diciamo tra i 18 e i 50) socializzavano aspettando l’inizio dello show, avvenuto alle 22:15 sulle note di Rider to The Sea seguita, esattamente come sull’album, da No More Words.
Sul palco Anna con la camicia rossa d’ordinanza, pendent con il rossetto abbondante e i capelli raccolti, tiene a tracolla la sua inseparabile Telecaster e in fianco i fidati Daniel Maiden-Wood (batteria) e Mally Harpez (percussioni, harmonium e occasionalmente la chitarra).
Lo spettacolo s’è rivelato piacevole anche se forse non avrebbe guastato un maggiore spirito rock, quello che permette ai musicisti di lasciarsi andare a momenti di improvvisazione, con conseguente coinvolgimento del pubblico, e che invece è mancato in favore di esecuzioni più che pedisseque, ricalcando pari pari quelle effettuate in sede di registrazione del disco.
In aggiunta tre cover, pubblicate in varie occasioni su alcuni singoli, vale a dire Jezebel, presentata nei bis, Wolf Like me dei TV on The Radio e Surrender, che Calvi annuncia come una cover di Elvis Presley, dimenticando di attribuirla alla tradizione napoletana (si tratta della versione americana di Torna a Surriento), cosa che, in terra italiana, forse sarebbe stato il caso di sottolineare.
Il tutto per un’ora totale di concerto che ha confermato le ottime potenzialità di Anna ma che ci ha lasciati inevitabilmente con un po’ di insoddisfazione. Anche la scelta di una line up a tre, ha contribuito a lasciare qualche vuoto nella potenza del suono e forse sarebbe stato facile migliorare aggiungendo un basso elettrico. Una scelta stilistica, sicuramente, ma la tecnica chitarristica di Calvi è un tantino troppo didascalica per riuscire a sopperire a un tale impegno sonoro.
Le canzoni in linea di massima, sono presentate nella stessa forma delle versioni registrate e questo permette al folto pubblico di contribuire con cori e partecipazioni ritmiche.
Attendiamo a breve un nuovo disco e con esso l’occasione di rivederla in concerto. Le premesse sono tutte buone, ma per “la nuova PJ Harvey” ci tocca aspettare.
Setlist:
Rider to The Sea
No More Words
Blackout
I’ll be Your Man
First we Kiss
Surrender (Torna a Surriento)
Suzanne And I
Wolf Like me
Morning Light
Desire
Love Won’t be Leaving
Jezebel
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