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Antony And The Johnsons | Cut The World

Etichetta: Secretly Canadian
Tracce: 12 – Durata: 60:42
Voto: 8/10

Certo, immagino che per Antony sia stato impossibile resistere alla tentazione di pubblicare questo disco. Gli arrangiamenti orchestrali e sinfonici prestati ad una decina delle sue canzoni più famose, sono stati oggetto di alcuni sporadici concerti portati in giro per il mondo, supportati dalle migliori orchestre del globo. Già di per sé questo è sufficiente motivo d’orgoglio a cui si aggiunge il valore dello show immortalato nell’album, e cioè quello realizzato a Copenhagen con la Danish National Chamber Orchestra che è probabilmente uno dei più riusciti e suggestivi dell’intero tour. Merito di Antony, in particolare stato di grazia, ma anche di Nico MuhlyRob Moose e Maxim Moston che hanno collaborato alla scrittura delle orchestrazioni e degli arrangiamenti. 
Se conoscete l’opera del Nostro, sicuramente avete avuto modo di ascoltare qualcuna di queste vibranti versioni e il disco che le contiene, registrato con tecnologie avanzatissime, non può che essere il miglior sigillo per un’operazione così appassionata. 
Certo, non c’è nulla di più di quello che potete aspettarvi da un lavoro di questo tipo ma rimane in ogni caso una fotografia ben sviluppata di una fase creativa con pochi eguali nella musica moderna.
I nuovi abiti cuciti addosso a classici come You Are my Sister, Cripple And The Starfish, I Fell in Love With a Dead Boy o la struggente The Crying Light possono non sorprendere ma possiedono un’intensità esecutiva di forte impatto emozionale.
Due i titoli inediti: uno (Future Feminism) non è una canzone ma un monologo durante il quale Antony illustra in modo spiritoso, ma anche spiritualmente profondo, la connessione tra il mondo e la femminilità. La seconda invece è la canzone che da il titolo all’album (Cut The World), già nota ai fan di Hegarty che l’hanno ascoltata nello spettacolo The Life And Death of Marina Abramović, di Marina Abramović stessa che, pur essendo l’unica registrazione del disco effettuata in studio, si inserisce alla perfezione nell’atmosfera generale del concetto orchestrale. Arrangiamento sinfonico e drammatico in grado di rendere l’album un (ulteriore) pezzo fondamentale nella discografia di Antony And The Johnsons.
Stupendo allo stesso modo anche il video, realizzato per accompagnare il brano e che potete vedere qui in calce. Un piccolo capolavoro con tanto di colpo di scena, che non vi anticiperò.
Insomma, se pensavate di poter fare a meno dell’inevitabile capitolo live di Antony, forse vale la pena ricredersi e dare almeno un ascolto a questo bellissimo disco.

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12 Risposte

  1. perche’ qualcuno pensava seriamente di poterne fare a meno? :)

  2. Io ne ero certo. Ho cambiato idea. :-)

  3. Pura emozione…
    L’arrangiamento per orchestra è la dimensione ideale per questi brani. Peccato non abbia inserito più pezzi dal mio preferito (I am a bird now).

  4. e senza la voce odiosa di boy george, You Are My Sister rimane uno dei brani d’eccellenza del nostro.

  5. la voce odiosa di boy george? al cattivo gusto non c’è proprio limite!

  6. Io direi che proprio odiasa la voce di boy george non è! @Aldo: prova a sentire la cover di Videogames di Lana DelRey, poi ne riparliamo….secondo me, anche nell’album, arricchiva la canzone oltre che musicalmente anche di significati (you are my sister….ironia?)

  7. invece secondo me questo disco è una palla micidiale. ho dato un’ultima chance a Antony che già con Crying light mi aveva abbastanza deluso. boh. pomposo, stucchevole. Rapture e Cripple perdono il confronto con il meraviglioso debutto in cui è contenuto. e quel panegirico sul femminismo è stantio perché già Sinéad O’connor ne aveva parlato nel 94 con Universal Mother.

  8. @Ciao nè: legittimo è trovare Antony pomposo, ridondante e anche noioso (io trovo che Sylvian lo sia nell’ultimo Manafon pur ritenendo che sia un album di pregio). Però non cominciamo con i discorsi del “chi ha detto cosa”, “ma l’ha detto prima lui/lei, e l’ha detto meglio”, perchè poi si finisce con il dire che Bowie ha solo copiato….ed io mi chiamo fuori. ;-)

  9. Una cagata pazzesca.
    Firmato un fan di Antony.

  10. @whiterussian: veramente articolata la tua argomentazione. Alla faccia del fan di Antony. Chissà se non lo fossi… ;-)

  11. Beh, non so se è più prendere per il culo la gente facendo un gratest hits o riarrangiando pezzi vecchi in modo orchestrale, aggiungento un pezzo inedito.
    In entrambi i casi non è proprio gentile per il fan medio che ha già tutto.
    Per fortuna però ci sono i download illegali, e si può tenere il pezzo nuovo e buttare il resto nel cestino dopo il primo ascolto.

  12. Cmq non è un album che digerisci al primo ascolto. E poi, scusa, un conto sono i greatest hits, un altro gli album live. Per me i live sono imprescindibili per un artista. Però, oh…ognuno la pensa come vuole. Io sono d’accordissimo con l’8/10 di Joyello.

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