• maggio: 2013
    L M M G V S D
    « apr    
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    2728293031  
  • Archivi

Peter Gabriel: I miei primi quarant’anni

Peter Gabriel è in giro con un mega tour (con la band e non con l’orchestra) dal titolo Back to Front che vuole (dichiaratamente) celebrare i suoi 40 anni di successi.
Se la matematica non è un’opinione, 40 anni fa era il 1973 e lui stava nel pieno dell’attività con il gruppo dei Genesis. Come mai, dunque, nella setlist non v’è nemmanco un pezzo di quel periodo?
Immagino che Gabriel dovrebbe cominciare a fare pace con questa cosa: era il cantante (e non solo) dei Genesis. Una cosa che, per altro, ai suoi fans piace sempre ricordare.
Non chiedo tanto ma Firth of Fifth, oppure The Carpet Crawlers (o anche un’altra a piacere da quel The Lamb Lies Down on Bradway che molti considerano il disco della transizione e nel quale gli altri Genesis sembravano la band di supporto per Gabriel) poteva davvero inserirla. In alternativa bastava dichiarare che Back to Front è un tour celebrativo dei suoi primi 35 anni:
Solsbury Hill, il brano più datato della scaletta, è del 1977.
(more…)

The Residents

Aria di anniversario anche a casa Residents.
Nati nel 1972, The Residents rimangono ancora oggi uno dei più divertenti misteri del Rock’n’Roll. Nessuno sa chi siano, qualcuno sostiene che si tratti di un supergruppo composto da grandi star internazionali, altri che siano la creatura di qualche personaggio famoso ed altri ancora che si tratti più semplicemente di una band un po’ bizzarra. Tutti, però, sembrano essere d’accordo su un punto: la loro musica è tra le più interessanti e libere che l’industria della musica giovanile abbia mai conosciuto.
Proprio in virtù del fatto di non avere un’identità, The Residents hanno potuto permettersi di sperimentare quasi fino all’eccesso, azzardando spesso commistioni con la musica contemporanea pur rimanendo sempre nell’ambito della musica popolare.
Autori di una quantità esagerata di album (credo che sia stata superata la cinquantina solo per le pubblicazioni in studio, alle quali si affiancano altrettanti titoli tra EP, live ed progetti diversi) The Residents non si sono mai sottratti alla naturale attività dal vivo, realizzando concerti e tournée come qualsiasi altra band, col vantaggio di poter sostituire o aggiungere membri senza che il pubblico se ne accorgesse. Tra le congetture fatte nei loro riguardi, infatti, c’è anche quella che si tratti di una formazione aperta e che i quattro membri si siano avvicendati nel tempo cambiando in continuazione. Per proteggere l’identità, infatti, The Residents salgono sul palco sempre col volto coperto da maschere, la più famosa delle quali è quella della foto qui sopra con un enorme bulbo oculare sotto a un cappello a cilindro. Molti i nomi a cui si è attribuita la paternità della band, Da Frank Zappa a Paul McCartney, passando da Todd Rundgren e Captain Beefheart ma tutti, quando interpellati in merito, hanno smentito qualsiasi coinvolgimento coi Residents.
(more…)

John Lennon – Imagine

Imagine è una canzone che non ho mai particolarmente amato. Adoravo invece l’LP, il secondo disco solista di John Lennon, che portava lo stesso titolo: è sempre stato tra i miei preferiti oltre che una delle cose migliori uscite dalla penna di un ex beatle.
In questi giorni l’ho visto nei negozi in una edizione speciale, nata per festeggiare il 40° anniversario della sua uscita (datata novembre 1971), e mi ha fatto venire voglia di andare nel mio scaffale, prendere la mia copia storica e metterla a girare.
Devo dire che le emozioni sono state molte, quasi tutte piacevoli. Mi ricordo di tutte quelle canzoni e di quante volte le ho suonate da ragazzino e da giovane, per poi abbandonarle per molti anni in favore di altre cose ed altre passioni. Risentire Cripple Inside, Jealous Guy e Oh my Love è stato fantastico perché, a differenza di allora, adesso capisco anche i testi e mi fa sorridere ripensare a quando le cantavo mandando a memoria un idioma che nulla aveva ache fare con l’inglese. Era una lingua inventata, che replicava i suoni che io sentivo uscire dalla voce di John.
(more…)

Marvin Gaye – What’s Going On (40th Anniversary Edition)

Etichetta: Motown
Tracce: 46 – Durata:  2 h 48 min
Voto: 10/10

Guardando la scheda qui sopra, risluta evidente che la versione concepita per il 40° anniversario di What’s Going On di Marvin Gaye, uno dei dischi più importanti per la musica nera moderna, è parecchio diversa da quella storica del 1971. Innanzitutto vale la pena dire che la quota di 46 tracce (per 3 CD oppure 2LP+1CD) è stata raggiunta, in linea di massima, mettendo assieme missaggi alternativi, versioni dal vivo ed editing per i 45 giri (ciò vale a dire che sono poche le canzoni che non appartengono al progetto originario), ma è fondamentale considerare che non si tratta di remix “moderni” quanto, piuttosto di riesumazioni di missaggi storici, scartati dalla dirigenza Motown (Berry Gordy) ma fortemente voluti da Marvin Gaye che, a quei tempi fu costretto ad avere la peggio.
(more…)

Fard-Rock Classic: Aqualung (40th anniversary edition)

In occasione dei 40 anni di Aqualung, Ian Anderson ha organizzato un tour internazionale commemorativo dei suoi Jethro Tull. Ne approfitto per riproporre una vecchia puntata di “Fard-Rock Classic” dedicata a quel disco e per segnalarvi, in calce, le date italiane del tour.

Artista: Jethro Tull
Etichetta: Chrysalis
Anno: 1971

Nonostante si fosse in pieno boom del rock progressivo (siamo nel 1971) e che nell’anno successivo i Jethro Tull avessero dato alle stampe un mastodonte di genere come Thick As A Brick, possiamo definire Aqualung come un esempio ante-litteram di FM-Rock.
Sia pure ingombrato da un tema molto poco pop (molti pezzi dell’album hanno come protagonista un barbone – Aqualung – pedofilo e blasfemo), la musica era talmente accattivante da portare una band inglesissima come i Jethro Tull nei primi posti anche della classifica americana.
Aqualung si divide sostanzialmente in due parti che, aiutato dal vecchio formato in vinile, divenne facile sistemare su ognuna delle facciate del disco. (more…)

The Rolling Stones Records 40th Anniversary

Difficile oggi immaginare The Rolling Stones separati dal marchio discografico della lingua. Come la mela per The Beatles, quelle labbra carnose dalle quali esce una lingua tra il sexy e l’irriverente, rappresentano la definitiva emancipazione delle Pietre Rotolanti nell’ambiente della musica pop.
L’etichetta nacque allo scadere del contratto con la Decca, in previsione di farne un viatico per le produzioni soliste dei membri del gruppo.
Ciò nonostante il battesimo avvenne con uno dei più grandi successi a 45 giri dell’intera band, Brown Sugar (Catalogo: RS-19100).
Il brano che avrebbe trainato l’album Sticky Fingers (pubblicato una decina di giorni dopo), uscì esattamente 40 anni fa, il 13 aprile del 1971, con ben due canzoni sul lato B: Bitch, altro estratto dell’LP, e la registrazione dal vivo di Let it Rock di Chuck Berry.
(more…)

Man on The Moon. 18 canzoni con la luna nel titolo – Apollo 11, 40th Anniversary

E sempre a proposito dei festeggiamenti per l’anniversario dell’allunaggio, poteva mancare, dico io, una compilation a tema in un blog che si occupa di canzonette?
Sarà forse che io nel 1969 ero già in grado di emozionarmi nel sentire Tito Stagno dire “Ha toccato!” ma, insomma… oggi si festeggiano 40 anni da quel giorno ed io ho pensato di raccogliere un po’ di canzoni con la luna nel titolo.
Mi raccomando, è solo un pretesto, non saltatemi subito al collo dicendomi che mancano questa o quest’altra. Lo so anch’io (due esempi clamorosi? Blue Moon e Luna Rossa, per citare due classici)…
Il punto è che a voler ben guardare di canzoni con la luna nel titolo ce ne sono davvero troppe. E questo la dice lunga sul potere che ha sull’immaginario dei musicisti e dei poeti…
Quindi, prendela così, è gratis e a caval donato non si guarda in bocca.
Mettetela a suonare stasera, magari mentre vi affacciate alla finestra a guardarla.
:-)
Cliccate QUI per il download.

man on the moon – r.e.m.
Non potevo che aprire con questo pezzo, che allude alla famosa teoria che l’allunaggio sia stato soltanto un’enorme montatura mediatica.

the killing moon – echo & the bunnymen
beh, un superclassico per quelli della mia età. La prima canzone che mi è venuta in mente pensando alla compilation.

moondance – van morrison
un grande pezzo di Van Morrison. Rifatta nel 2004 da Michael Bublè che, finalmente, l’ha fatta conoscere anche ai più sbadati

fly me to the moon – frank sinatra
spettacolare crooner-standard, dal maestro in persona.

half moon – janis joplin
La mezza luna di Janis ha poco a che fare con la luna vera e propria ma… lei è Janis, beibo beibo!

moon – malika ayane
ayane prima del botto a sanremo. la sua voce basta, la luna è un di più.

new moon on monday – duran duran
sempre per quelli della mia età. Questi tamarri paninari erano al numero uno delle classifiche. Io li snobbavo ma sono rimasti nella mia memoria storica. Un motivo ci sarà!

salga la luna – m’panado
è la cover, scoperta per caso, del brano conclusivo di Patchanka, il primo disco dei Mano Negra.
bella era l’originale, bella è questa nuova versione.

harvest moon – neil young
vabbè. neil young. punto

luna (del buon raccolto)– le madri della psicanalisi
quello che canta è il sottoscritto. era il 1994. ci piacevano gli XTC, percaso?

grapefruit moon – tom waits
un pezzo giovanile di Tom, del suo primo album. Non ancora il Waits immenso di oggi ma sicuramente un pezzo bellissimo.

e la luna bussò – loredana bertè
a rappresentate la canzonetta italiana avrei potuto scegliere “Luna” gi Gianni Togni. Poi ho pensato che, no: ci voleva la Bertè, versione reggae.

moonshadow – cat stevens
qui c’entra la mia giovinezza-adolescenza-fanciullezza. Mia sorella aveva questa cassetta. E Cat Stevens mi si è appiccicato addosso, mio malgrado :)

io vengo dalla luna – caparezza
così, giusto per rappresentare l’italia del secolo corrente :)

walking on the moon – the police
uno dei dischi della mia vita.

how high the moon – e. fitzgerald / c.parker
trovata per caso, qualche mese fa. spaziale, è il caso di dirlo!

marquee moon (edit) – television
il punk americano nella sua forma più arty. Tom Verlaine all’esordio, un disco, una canzone epocali.

moon over bourbon street – sting
Sting s’è isporato a Intervista col Vampiro (il romanzo, non il film) e ha fatto un jazz-pop tra i più azzeccati della sua carriera.

Buon Ascolto!

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 654 follower