Se artisti come Beck, Bjork  e Radiohead vedono ogni nuovo album come l’occasione per reinventarsi, per Cake vale il discorso opposto. Loro hanno impostato l’attività su rigide regole comportamentali. Dall’uniforme artwork delle copertine fino agli scattosi guizzi ritmici e ai vacillanti assoli della tromba di Vincent DiFiore, ciascuno degli album della band di Sacramento è felicemente intercambiabile. Incluso questo quinto che, serenamente e gloriosamente, ripercorre tutte  strade che ci son familiari.
Se si vuole trovare a tutti i costi, possiamo dire che la caratteristica distintiva in Pressure Chief è l’uso della voce. John McCrea sembra essersi deciso ad abbandonare il caratteristico filtro-scatola in favore di un vero e proprio studio vocale. In particolare su No Phone e Tougher than it is, ma direi in tutto l’intero disco, per la prima volta il cantante mette in luce, finalmente, le doti canore fino ad ora celate dietro filtri e trucchetti.
E vero, questo disco non aggiunge nulla all’opera dei Cake. Ma nessuno ha mai chiesto che ciò avvenisse.
Avessero sovvertito la loro musicalità mi sarei indignato. E invece no: Cake presentano undici canzoni che, già dal primo ascolto, ci appaiono familiari e orecchiabili. Con quel tocco finto-esile che le rende dei piccoli istant-classic.
Take it all away, piena di accordi minori, pare scritta da Paul McCartney e John Lennon durante un pomeriggio afoso degli anni 70. McRea la canta come se si fosse appena svegliato, con quell’amarezza dolce che ricorda un po’
Frank Sinatra (La canzone, non il cantante).
The guitar man pare uscita da un disco perduto di TheBand ammesso che Robbie Robertson avesse avuto per le mani un moog.
E il moog torna spesso: su No Phone, sul puro cake-tune Dime, e sulla magnifica Palm of your and dove addirittura quell’ululato potrebbe essere quello sintetico di un Theremin RCA!
Insomma. Un disco per appassionati dei Cake o per appassionarsi ai Cake.
Esce il 5 Ottobre. Ordinandolo in
rete è possibile ricevere un secondo CD con tre pezzi inediti non inclusi nell’album. Nella track list pure Strangers in the night ma non ci è dato sapere se si tratti di quella di Frank Sinatra (Il cantante, non la canzone)…
Sbrigatevi fin che c’è, se c’è!