La serata inizia al solito modo: i necrologi. Ma forse avevo capito male: oltre a omaggi a De Andrè e  Bindi, passati a miglior vita, si canta pure Io che non vivo di Donaggio che mi risulta vivo e, probabilmente, grattante.
Bonolis sproloquia come al solito inventando termini sublimi come COREOGRAFAZIONE e (Tradizione) SANREMESCA.
Non è riuscita l’intervista con Hugh Grant che da buon merda inglese se l’è tirata a dismisura. A dire il vero io, che non ho gran simpatia per Grant, l’ho capito benissimo. Trovarsi a conversare con Bonolis è arduo compito, soprattutto se la dose viene rincarata da una (duplice) versione di She “interpretata” (in corsivo e virgolettatata) dalla Clerici.
Gwen Stefani avrebbe fatto miglior figura a (ri)cantare il suo tormentone What you’re waiting for al posto di questo nuovo singolo davvero infelice. Ma non è il peggio: ci son state altre perle appannaggio di Vendrame (zittito da un saggio spettatore) difeso come fosse un cerebroleso da Bonolis.
La serata comunque è ghiotta e, inutile negarlo, nelle aspettative molto più piacevole delle tre precedenti. L’idea di abbinare le esibizioni ad ospitate illustri è ottima. Se non altro per la possibilità che questo ha dato di poter stravolgere in meglio alcuni orrendi arrangiamenti (e di rovinarne altri) Una cosa che mi ha allibito è stata la distrazione di Bonolis, talmente perso in se stesso da dimenticarsi della possibilità di fare un megashow buonista sproloquiando sulla liberazione di Giuliana Sgrena. l’unica bella notizia della giornata. E che sia stato per sensibilità non ci crederò MAI! L’unica a sfiorare l’argomento è stata Marina Rei, dalla sedia degli esclusi.

Ma andiamo nel dettaglio:

GIGI D’ALESSIO
Con I RAGAZZI DI AMICI
Furrrbo il Gigi al quale sta bene, in questo caso l’accrescitivo. Gigione gigioneggia con la sua canzone circondato dai pischelletti di Amici. Belle armonie vocali, balletti pietosi ma scelta ruffianamente azzeccata per ottenere punti della giuria.

PAOLO MENEGUZZI
Con LUCA DI RISIO
Di Risio ha avuto il pregio di farci capire quale fosse la tonalità originale del pezzo. Canta 100 volte meglio di Meneguzzi e la canzone sembra addirittura decente. Sembra, ho detto. Ovvio che non lo è.

MARCO MASINI
Con JESSICA MORLACCHI
La Gazosina è cresciuta. L’anno prossimo l’aspettiamo al festival a suo nome. Da piccola era bravina. Crescendo è diventata bella ma Stonata.
La versione acustica della canzone, senza orchestra, è da raccapriccio.

FRANCESCO RENGA
Con MAURIZIO ZAPATINI
Sono della scuola di pensiero di quelli che Renga vince il Festival. L’esibizione di stasera, senza duetti illustri, viene portata semplicemente con l’accompagnamento al piano del Maestro Zapatini (coautore della canzone) e rende fondata la mia sensazione.
Renga ha cantato benissimo, nemmeno una sbavatura. Peccato che esageri sempre un po.

LE VIBRAZIONI
Con ELIO
Arrangiamento appena ritoccato per far posto al flauto traverso di Elio (delle Storie Tese). La canzone dovrebbe così avere un sapore tra  Jethro Tull e  Focus ma finisce per sembrare, al massimo, una vecchia composizione dei Delirium di Fossati.

MATIA BAZAR
Con SERGIO MUÑIZ
Sapete quando si dice che una canzone non deve essere giudicata al primo ascolto? E vero, in effetti questo pezzo all’inizio lo trovavo brutto. Alla terza volta è indubbiamente orrendo.
Muniz spaventoso!

DJ FRANCESCO BAND
Con MAX PEZZALI
Bastava pensarci: Il pezzo è perfetto per Pezzalone! E difatti Max è totalmente a suo agio (con indosso una T-Shirt dei CLASH) da far sembrare Francesca una delle canzoni del suo repertorio. Sul verso finale, appare una variazione al testo in  Giuliana è Libera.
The Clash, Impegno politico. Volete dirmi che sarà DJ Francesco il prossimo profeta ribelle del rock italiano? Oh mio dio!

NICKY NICOLAI & STEFANO DI BATTISTA JAZZ QUARTET
Con ALESSANDRO PREZIOSI
Era facile trovare qualcuno che cantasse meglio di Nicolai Ma la signora non ha voluto rischiare ed ha chiamato Preziosi. Che canta malissimo ma lui non è un cantante, è un attore: Nicolai che scusa ha?

NICOLA ARIGLIANO
Con FRANCO CERRI, GIANNI BASSO, GIAMPAOLO ASCOLESE, ANTONELLO VANNUCCHI
Il reparto geriatrico in gita a Sanremo. Vabbè..sono delle mummie ma sono i più grandi jazzisti italiani. Tra l’altro già al fianco di Arigliano nel celebre Go Men! di qualche anno fa.
Il pezzo in gara è abbellito dalla magica chitarra di Cerri e appare lievemente più cool delle altre sere. Concessione straordinaria per una compagine di musicisti così è una improvvisazione del combo su sunny side of the street senza infamia ne lode.

TOTO CUTOGNO Con ANNALISA MINETTI
Con RITA PAVONE
Rita, la Barbra Streisand italiana fa impallidire la Minetti e arricchisce il pezzo con gorgheggi degni di lei. Spaventoso il tutto, ça va sans dir.

MARCELLA BELLA
Con GIANNI BELLA
Marcella non rischia e non fa variazioni sul tema. Unica eccezione, il fratello Gianni sul palco con lei, dietro al piano. Dalla scalinata, si riveste e con calma raggiunge Marcella con un mazzo di fiori, luomo bastardo del titolo nella imbarazzante interpretazione di Edoardo Costa

PEPPINO DI CAPRI
Con DEBBY SLATER
Pure Peppino non altera l’arrangiamento e sceglie un abbellimento visivo: Una coreografia un po anni 70 con la panchina del titolo in scena attorno alla quale danza leggiadra Debby Slater.
Al posto della giovane Slater sarebbe dovuta esserci la vecchia Carla Fracci che, con una lettera di cui s’è data lettura dal palco, ha declinato l’invito a causa di un infortunio.

MARINA REI
Con RICCARDO SINIGALLIA
Sinigallia, già a Sanremo anni fa coi tiromancino e strade torna in veste di ospite e duetta con Marina Rei, sua cognata, per la quale ha scritto questa canzone.
L’arrangiamento è passato da un’operazione di sottrazione e viene presentato ridotto all’osso. Buona idea, non fosse che questo evidenzia l’incapacità di armonizzare dei due cantanti.

ANTONELLA RUGGIERO
Con MAURIZIO COLONNA e FRANK GAMBALE
La Ruggiero non è nuova al famolo strano. Ricordate lo strumento senza nome di due anni fa?
Stavolta porta la bella canzone di Mario Venuti con una rilettura a metà tra Villa Lobos e i Gipsy Kings. Peccato, la canzone con l’arrangiamento di Roberto Colombo è buona, così con le sole chitarre classiche è pretenziosa, inutilmente. Malgrado la grande capacità di Colonna.

ALEXIA
Con GIALAPPA’S BAND e FUNK OFF
Già l’idea di portarsi le voci fuori campo più divertenti d’Italia ce la rende simpatica. In più ha portati i FUNK OFF: una ventina di fiatisti che, oltre che bravi, sono anche assai carucci… Due cose (bonazzi e gialappi) che hanno fatto splendidamente il loro dovere distraendoci dalla canzone che qui, seppure con un nuovo arrangiamento (ovviamente ricco di fiati) passa in secondo piano. Il che non guasta.

ANNA TATANGELO
SAMATNHA, ROSSELLA & JOSE’
Vabbè, ci par di capire che non le avessero spiegato bene quale tipo di ospite potesse portarsi sul palco ed ha scelto questi tre disgraziati,,, Spero che non le sia venuta l’idea di registrarsi la performance. Temo che lei stessa, rivedendola, morirebbe d’imbarazzo.

Seguono (all’UNA!!!) i giovani salvati nelle due sere precedenti. Tre di loro verranno eliminati.
Esecuzioni senza bisogno di ulteriori commenti (leggetevi quelli delle serate precedenti). Cantano nell’ordine:

EQU
GIOVANNA DANGI
MAX DE ANGELIS
LA DIFFERENZA
VERONICA VENTAVOLI
LAURA BONO 

Gli eliminati di questa serata:

PAOLO MENEGUZZI (Uomini)
DJ FRANCESCO BAND (Gruppi)
NICOLA ARIGLIANO (Classic)
MARINA REI (Donne)

E i tre giovani:
EQU
GIOVANNA DANGI
MAX DE ANGELIS

(i tre migliori, ovviamente)

Siamo dunque pronti per la finalina con i seguenti partecipanti (Allegria!):
Antonella Ruggiero
Alexia
Anna Tatangelo
Francesco Renga
Marco Masini
Gigi D’Alessio
Nicky Nicolai Stefano Di Battista Jazz Quartet
Matia Bazar
Le Vibrazioni
Toto Cutugno con Alnnalisa Minetti
Marcella Bella
Peppino DiCapri
La Differenza
Laura Bono
Veronica Ventavoli 

Tutto torna, no?

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