Se è vero che la musica SOUL deve molto a Miles Davis, è altrettanto vero il contrario. Soprattutto in un certo periodo, sul finire degli anni 60, quando Miles infatuato della grinta di James Brown e di Sylverster Stewart, realizzò pezzi di storia su vinile come In a silent way, Bitches brew e On the corner.
Qualcuno all’epoca si scandalizzò per quel suono disco music ante litteram (complice il precursore del remix, Teo Macero) eppure ancora oggi quei dischi rimangono straordinari. A dimostrazione del fatto che Davis, forse, è stato il più importante musicista del XX secolo.

Ma non siamo qui per parlare di Miles, bensì di Betty.
Betty Davis (in arte avrebbe preso il cognome del suo pigmalione), in quegli anni era una bomba sexy che piombò nella vita di Miles, che la sposò in Indiana nel 1973, dopo la fine della relazione con Cicely Tyson, fu la protagonista della copertina di Filles de Kilimanjaro e musa ispiratrice del brano Mademoiselle Mabry sullo stesso album.
Betty Davis precorse i tempi delle sex-bomb  dell’R&B di oggi solo che all’epoca non cerano videoclip…
Prima di Miles ebbe relazioni intime con Jimi Hendrix e più tardi fece giochetti sadomaso con il timido Robert Palmer. Non solo: sul culo si fece tatuare la frase: THIS ASS INVENTED FUSION.

Bel tipetto, eh?
In mezzo a tutte queste sfaccettature, quasi ci si scorda che Betty Davis era principalmente una cantante che incise tre dischi usciti a suo nome tra il 1973 e il 1975. Oggi ha una sessantina d’anni e, complice una crisi depressiva del 1976, non canta più. Vive godendosi i diritti d’autore in una casetta in Pennsylvania.
La sua voce grintosa è ancora oggi spunto per moltissime cantanti (Macy Gray, Missy Elliot, Kelis…). Ma la sua timbrica era così personale che difficilmente qualcuno sarà capace di eguagliarla. “Se Betty cantasse oggi, sarebbe qualcosa tipo Prince-donna“. Scrive Miles Davis nella sua autobiografia.
Betty Davis, nel 1976 appunto, s’è ritirata dalle scene e a tutt’oggi non c’è speranza di rivederla cantare. Forse non è un male. Pensate solo all’orrore dei dischi recenti di Artetha Franklin per immaginare quale scempio potrebbe uscire da una produzione-3°-millennio del suo funk.
Ma non disperiamo, anzi, gaudio magno! La Vampi Soul, piccola etichetta indipendente, con il beneplacito della diretta interessata, ha pubblicato questo eccellente best che include le tracce più significative dei suoi tre album: 19 canzoni indemoniate, esplosive, sexy. Un disco che lascia senza fiato, denso di sangue, sudore e sperma.
This is it! è un album al fulmicotone, duro e incisivo. Lontanissimo dalla Disco Music di quegli anni e anni luce avanti rispetto le produzioni dei pur illustri colleghi neri di allora. Già dalla traccia uno If I’m Luck I Might Get Picked Up, un hammondaccio peloso e infuocato ci fa capire da che parte dell’inferno ci troviamo, Anti Love Song merita menzione solo per lo stupendo titolo, Steppin in Her I Miller Shoes  da una bella lezioncina a quei ragazzetti inglesi che negli anni 60 pensavano di aver dato nuova linfa al rhythm&blues e non s’erano accorti di essere troppo pallidi per quella musica (parlo dei Rolling Stones, eh?) e la soulful Shoo-B-Doop And Cop Him dove ci salta alla mente proprio il Prince di Purple Rain… anche se dovrebbe essere il contrario.
Insomma, avete capito da che parte dell’universo R&B siamo: Funkadelik e Parliament, i Tempations anni 70 e James Brown, Aretha e Otis, Sly & The Family Stone ma tutto DI PIU!
Betty ansima, canta, ruggisce, geme, urla… dice They Say I’m Different e c’è da crederle! Un greatest hits imperdibile non solo per gli appassionati del genere.
Peccato solo per una cosa: La copertina del CD è davvero orribile. Migliore l’edizione in doppio vinile. L’immagine è la stessa ma sul gatefold rende meglio.
Da qualche parte ho letto che esiste anche un intero album inciso da Betty insieme a Miles e a un pugno di turnisti del giro di Hendrix, che finora non è stato pubblicato. Sembra tanto una leggenda ma nel caso Speriamo che la Vampi Soul lo scovi!

Annunci