Artista: Jethro Tull
Etichetta: Chrysalis
Anno: 1971

Nonostante si fosse in pieno boom del rock progressivo (siamo nel 1971) e che nell’anno successivo i Jethro Tull avessero dato alle stampe un mastodonte di genere come Thick As A Brick, possiamo definire Aqualung come un esempio ante-litteram di FM-Rock.
Sia pure ingombrato da un tema molto poco pop (molti pezzi dell’album hanno come protagonista un barbone – Aqualung – pedofilo e blasfemo), la musica era talmente accattivante da portare una band inglesissima come i Jethro Tull nei primi posti anche della classifica americana.
Aqualung si divide sostanzialmente in due parti che, aiutato dal vecchio formato in vinile, divenne facile sistemare su ognuna delle facciate del disco. Sul lato A viene descritto il personaggio del titolo mentre sul retro, sia pure con alcuni rimandi alla prima facciata, Anderson scrive una feroce critica nei confronti della religione organizzata con un particolare accanimento nei confronti della “sanguinaria” Chiesa Anglicana.
La canzone di punta del secondo lato, My God, contiene l’accusa violenta di un uomo (Aqualung?) nei confronti di Dio colpevole, secondo il protagonista, delle proprie sofferenze e mancanze.
Come è facile immaginare per quel tempo, la canzone venne molto discussa e criticata ma la sua grande potenza musicale l’ha fatta sopravvivere a qualsiasi prova del tempo.
My God era stata registrata già all’epoca dell’album Benefit (1970) ma poi scartata perché giudicata poco efficace. Il brano però venne incluso nella scaletta dei concerti ed ebbe modo di migliorare sul campo fino a quando, in sede di registrazione per il nuovo disco, venne confezionata la versione definitiva presente su Aqualung.
La band puntava talmente su quel pezzo che avrebbe voluto intitolare l’album proprio My God. In realtà alla Chrysalis decisero, poco prima dell’uscita, di cambiare il titolo. Ufficialmente a causa di un bootleg apparso sul mercato clandestino con quello stesso titolo, nella realtà, molto più probabilmente, a causa delle prevedibili difficoltà che un disco intitolato Mio Dio avrebbe portato con sé.

Il pezzo rimane comunque uno dei capisaldi della musica britannica grazie anche all’operato del chitarrista Martin Barre che l’ha reso ufficialmente un classico della musica rock così come, allo stesso modo, ha fatto con la title track (con quel formidabile riff iniziale, parte integrande della memoria storica di ogni buon amante del rock) e l’indimenticabile Locomotive Breath combinando una miscela perfetta ed elegante di hard, pop e blues.
Più classicamente legata al sound dei Jethro Tull, invece, è Cross-Eyed Mary. Tipico pezzo sorretto dalla ritmica (in particolare la batteria di Clive Bunker) sul quale si insinua il classico flauto traverso di Ian Anderson, indiscusso marchio di fabbrica della band.
E’ infatti piuttosto bizzarro che da un disco pieno delle influenze blues e hard rock dei brani di cui sopra, una formazione metal come Iron Maiden abbia scelto di registrare una cover proprio di un pezzo come Cross-Eyed Mary.

Aqualung, tra l’altro, vede l’arrivo in formazione di Jeffrey Hammond-Hammond, vecchio compagno di ventura di Ian che lo rese protagonista dei brani Song for Jeffrey (dall’album This Was, 1968) e Jeffrey Goes to Leicester Square (da Stand-Up, 1969), già bassista nella prima incarnazione della band e poi sostituito nei primi due album da Glenn Cornick.
Aqualung uscì il 19 Marzo del 1971.
A giugno arrivò al settimo posto in USA e al quarto in UK.
A tutt’oggi ha raggiunto un quota di circa tre milioni di copie vendute e risulta al 90° posto tra gli album più venduti degli anni 70.

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