Etichetta: Universal
Voto: 7/10

Un giorno alla radio sentivo Solo un Uomo, singolo omonimo al nuovo album di Niccolò Fabi e mi sono ritrovato a pensare che fosse davvero piacevole.
In un battibaleno ho realizzato che il fatto che la capacità di Fabi sia inversamente proporzionale al suo (attuale) successo. Un vecchio classico all’italiana. Anzi, un neo-classico, ci verrebbe da dire, ché un tempo chi si impegnava per proporre qualcosa che tentasse di elevarsi dalla media veniva regolarmente premiato.
E non penso solo al solito Battisti ma anche ai DeGregori, Sorrenti e Venditti degli esordi. A Ivan Graziani, Eugenio Finardi, Nino Buonocore eccetera…
In effetti Niccolò Fabi fa parte di quella (stretta) cerchia di cantautori che cerca di emanciparsi dalla canzone mordi e fuggi (e lui ne ha fatte di memorabili) per provare ad offrire qualcosa in più.
Solo un Uomo, in questo senso, si presenta come un disco d’altri tempi dove non ci sono tormentoni estivi ma dove la qualità è sempre a livelli sopra la media.
Certo qualche volta i richiami ai soliti Bonnie “Prince” Billy, Tim (e Jeff) Buckley e Nick Drake si fanno un sentire ma ci risulta sempre piuttosto facile perdonare chi ha ispirazioni così altolocate.
D’altronde, se siamo disposti ad accogliere questi richiami nei musicisti stranieri, perché dovremmo essere prevenuti o maldisposti quando finalmente è uno dei nostri cantautori ad alzare la mira?
Fuori o Dentro, ad esempio, è degna del miglior Damien Rice, dove la voce del cantautore regna sovrana su un tappeto minimale di strumenti acustici ed archi, con un crescendo emotivo che lascia di stucco.
E gli arrangiamenti, infatti, sono la vera chiave di volta nello sviluppo ddell’opera di Niccolò Fabi.
Il disco è nato allo storico Soundtrack di S.Lorenzo (Roma) nel quale il cantautore s’è preso il tempo necessario per lavorare con serenità e tranquillità circondato da musicisti e produttori tra i più preparati e intelligenti del panorama italiano.
Enrico Gabrielli, deus ex machina in carico agli Afterhours, ha curato gli arrangiamenti dei fiati e degli archi mentre altri due membri della band di Agnelli (Rodrigo D’Erasmo e Roberto Dell’Era) hanno suonato violino e basso in un paio di brani. Pino Marino ha scritto le parole di Aliante e ci sono interventi riconoscibili e preziosi di Roberto Angelini (chitarra in Attesa e inaspettata e La promessa) e dei Mokadelic nella curiosa confezione del brano Parti di Me.
Il risultato è un lavoro che porta con sé un sincero tentativo di redenzione, senza rinnegare nemmeno una nota di quelle dalle quali arriva.
E’ la musica leggera che vorremmo sentire più spesso e che arriva da chi ha fatto sanremo, festivalbar e tutto il resto e che conosce meccanismi gioie e dolori di un’industria allo sfascio come quella della musica.
Solo un Uomo sembra un piccolo passo. E noi speriamo diventi un grande classico.