Etichetta: Secretly Canadian / Rough Trade
Tracce: 5 – Durata: 18:33
Voto: 6/10

Altro singolo anche quello di cui scrivo oggi ed anche oggi c’è Antony Hegarty di mezzo.
Sebbene in questo caso la durata sia più consistente e sia più corretto considerarlo un EP, la parola singolo, parlando di Thank You For Your Love di Antony & The Johnsons, è giustificata dal fatto che la canzone principale verrà inserita anche in Swanlights, il nuovo album in uscita a ottobre (già in pre-order nel nuovo sito della band).
Mi va comunque di trattare anche questa uscita per la caratteristica, inaugurata con Another World, di rilasciare assieme al brano trainante, un numero cospicuo di brani inediti e, in questa cinquina, sono ben quattro quelli che non troveranno posto nell’album.
In copertina ci accoglie un giovanotto che alza la maglietta su un torace scheletrico che, sebbene sia difficile da credere, è proprio quello del giovane Antony, in uno scatto degli anni 90, poco dopo il suo arrivo a New York (dello stesso periodo anche le immagini -sempre di Antony-  tratte da vecchi Super8 utlizzate per il video di TYFYL che vedete giù in basso).
Il disco in sé, invece, inizia a suonare in modo piuttosto familiare con la title track che, con un incedere da pop-song vintage ricorda la deriva soul di Fistfull of Love senza che i riferimenti a Otis Redding risultino smaccati come in quel caso: qui i fiati suonano molto meno memphisiani e la batteria del ritornello (rullante sui quarti ravvivato da lanci in sedicesimi) s’avvicina alle produzioni di Phil Spector. Un brano che farebbe pensare a Swanlights come a un ritorno alle sonorità dei primi album, sennonché alla seconda traccia, You Are my Treasure, i Johnsons reimpostano il minimalismo delicato del periodo più recente. Lo stesso di può dire di My Lord, my Love che infatti era già apparsa come bonus in The Crying Light.
A chiudere il pentagono ci sono due cover: una di un Bob Dylan anni 80 (Pressing on) ed un’altra di John Lennon con l’iconica Imagine.
Due versioni poco rilevanti (anzi, diciamola tutta: francamente bruttine) impreziosite, se così si può dire, dai musicisti convocati: Kevin Barker che suona la chitarra nel pezzo di Dylan e William Basinski che riscrive quello di Lennon. Ciò non vi allarmi: Thank You For Your Love è, tutto sommato, solo il singolo apri-pista e certe debolezze come queste, sebbene abbassino la media nella dimensione del presente EP, non dovrebbero compromettere la qualità del full-length in arrivo che, anzi, si farà forza della loro assenza.

PROVALO