Etichetta: Black Nutria
Tracce: 10 – Durata: 29:10
Voto: 7/10

Dopo l’exploit di Polar For The Masses, ho sempre un occhio di riguardo nei confronti delle pubblicazioni della nostrana Black Nutria.
L’ultima in ordine di tempo si intitola Everybody Loves You e porta la firma della band vicentina Soyuz.
Si tratta di un album poco italiano che, al di la del fatto che la nostra lingua appare in piccolissime dosi solo nelle note di copertina, cerca di rivaleggiare con produzioni d’oltreconfine, utilizzando un linguaggio di respiro internazionale decisamente ben interpretato.
La scelta, forse, è quella di eludere completamente il nostro mercato per rivolgersi altrove, dove le chitarre distorte e gli arrangiamenti asciutti e pungenti non fanno così paura come da noi.
Everybody Loves You si manifesta sotto le spoglie di dieci tracce infuocate, fatte di un rock’n’roll straripante riferimenti (dai Pixies ai Buffalo Tom passando per gli eterni Nirvana) gestiti da un’impostazione che più classica non si può, a partire dalla formazione a tre (basso – chitarra – batteria) fino alle strutture precise delle canzoni fatte di ritornelloni accattivanti, riff folgoranti e break al fulmicotone.
Mauro, John e Marco hanno scelto di lavorare in sala con il metodo altrettanto tradizionale della registrazione analogica, guidata da David Lenci, in modo da preservare l’aggressività dei suoni vintage prodotti dalla strumentazione utilizzata. Il master è stato poi spedito a Chicago dove Jason Ward ne ha ricavato un album ruvido ma magnificamente omogeneo.
Guardando il mondo attraverso le lamelle di una veneziana, così come ben espresso dal concept di copertina, esplode un piccolo universo di solitudine, rabbia, violenza e mediocrità simile a quello in cui viene proiettato Jeff Jeffries ne La Finestra sul Cortile di Cornell Woolrich (e nel capolavoro cinematografico che ne ha tratto Hitchcock).
Il lavoro dei Soyuz guarda a questo universo intimo e si impone per la sua aggressiva urgenza, per il suo modo di stare in piedi su fondamenta di acciaio temperato e consente alle angosce e i drammi quotidiani di non restare assopiti nell’intimità delle nostre paure ma, al contrario, di liberarsi in esplosioni emotive implacabili.
Certo, con questo genere di musica è difficile riuscire a creare nuove pietre miliari, e difatti Everybody Loves You non lo è e non ambisce a diventarlo, però porta con sé una splendida sincerità in grado far scoprire sensazioni forti a chiunque sia appassionato di “musica fisica”. 

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