Etichetta: Barsuk
Tracce: 11 – Durata: 54:24
Voto:
8/10

La band di Portland consegna dopo quattro anni il seguito di Friend and Foe e c’è da dire che un periodo di attesa così lungo è giustificato da un prodotto di altissimo livello.
Mines è un disco che, pur confermando la natura dei Menomena, si impone come il loro album più pop-oriented.
L’ossatura è quella di un rock piuttosto tradizionale, con il consueto supporto del Deeler, che in questa occasione ha un appeal talmente facile che potrebbe portare Menomena a quel salto professionale riuscito a colleghi come TV on The Radio o Arcade Fire.
Poliedrico e colorato, Mines è un disco congegnato in modo da non annoiare: pezzi vibranti ed energici, melodie accattivanti, guizzi d’energia tra il jazz e il soul e ritmi caraibici conferiscono all’album una natura particolarmente eterogenea, senza che questo diventi un limite o un difetto.
Pezzi come Killemall o Bote hanno la forza dei grandi classici e la consueta costruzione verticale di Brent Knopf li porta, tra movimenti diversi, ad insinuarsi piano piano nell’elenco dei nostri favoriti.
Allo stesso modo, brani diametralmente opposti si adagiano tra i solchi di un disco che, sebbene plasmato e riplasmato con un sapiente lavoro cesello, non smette un minuto di sembrarci vivo e vero. La pazzesca Tithe, arriva anche ad evocare il Peter Gabriel insuperabile del terzo e quarto album, salvo poi distinguersi per il taglio stupendamente autografo dell’arrangiamento.
Taos è forse il titolo che maggiormente rimanda alla passata discografia, evidenziando, però, l’esigenza di avvicinare le registrazioni alle esibizioni dal vivo e quindi togliendo i ganci elettronici in favore di una palpabile spontaneità.
Oh Pretty Boy, You’re Such A Big Boy ma anche il numero in apertura, Queen Black Acid, hanno qualcosa di quelle ballate sghembe che i Red Hot Chili Peppers sapevano scrivere molti anni fa, mentre il crescendo di Sleeping Beauty ha parentele con la psichedelia dei Flaming Lips.
Mines è un disco affascinante e sorprendente che mostra una band nel momento della sua piena maturazione. Un lavoro di indie rock pieno di innesti, commistioni ma anche di una buona dose di rigore. E qui c’è il tocco di genio: rigore e rock’n’roll non possono andare d’accordo; eppure Menomena posseggono la capacità di umanizzarlo, rendendolo l’imprescindibile ingrediente che fa la differenza.