Ho aspettato un po’ a scriverne. Ero in dubbio se farlo o meno, visto che quello che immaginavo (cioè che ne parlassero anche al telegiornale) s’è avverato.
Adesso, a qualche giorno di distanza, quando tutti sono al corrente che Tiziano Ferro è omosessuale e l’effetto “sorpresa” è passato, provo a dire la mia. Che non è una polemica e nemmeno una presa di posizione. E’ una riflessione. Su questo genere di cose.

Del fatto che Ferro sia gay a me non importa, mi importa però che lo abbia detto, ché il coming out, soprattutto di persone famose, è l’unico veicolo reale per l’abbattimento dei pregiudizi nei confronti delle persone omosessuali.
E su questo concetto mi vorrei fermare perché è proprio quello che mi ha fatto riflettere. Nessuno conosce il percorso di crescita di Tiziano Ferro, nessuno sa perché fino ad oggi non abbia detto niente, però tutti sembrano avere un’opinione e, guarda caso, nessuna di esse sembra essere dalla parte di Tiziano.
Chi sostiene che non “potesse” dirlo per mantenere buoni rapporti col giovane pubblico femminile, chi è sicuro che questo passo comprometterà il suo successo nell’omofobica America Latina e chi, addirittura, azzarda si tratti di una trovata pubblicitaria che dovrebbe rialzarlo da un periodo di scarso successo. Tutti pensano ci sia un secondo fine o, al limite, poca sincerità.
Ecco, la cosa che mi è un po’ dispiaciuta è sentire che nessuno provasse a credere alle parole di Tiziano il quale, nell’intervista rivelatoria, parla di una sua presa di coscienza e di un percorso lungo e tribolato che ha portato un ragazzo giovanissimo, travolto da un enorme successo e incapace di  gestirsi, ad una accettazione prima di tutto con sé stesso.
D’accordo, c’è di mezzo la promozione di un libro (un’autobiografia in uscita a giorni) e qualche sospetto può essere legittimo, però un po’ di amarezza concedetemela, soprattutto se guardo  all’accoglienza che la comunità gay italiana ha riservato alla notizia. Sebbene i rappresentanti mediatici (da Grillini a Cecchi Paone, passando per Signorini e Platinette), si siano complimentati, in generale ha generato reazioni tipo: Ma sai che novità? Lo sapevano tutti! S’è scopato mezza Mikonos nel 98, e mio cugino m’ha detto che l’ha visto in sauna a Budapest.
In sostanza il Coming Out di Tiziano Ferro è stato accolto con diffidenza perché adesso è troppo tardi, adesso che le ragazzine non ti si filano più, ti giochi la carta dei froci mentre quando era il momento di sostenerci, ci hai voltato le spalle negando l’evidenza.
Beh, nel mio piccolo (e ribadendo il concetto che a me non importa un fico che sia gay o etero), voglio dire che sono contento per Tiziano, che so perfettamente quanto un passo come questo sia difficile e che immagino quanto la difficoltà, nel suo caso, fosse elevata a potenza a causa delle luci della ribalta.
In questo senso, ha avuto un grande coraggio e sono dalla sua parte. E magari potrà essere il momento buono per cominciare a sperimentare strade artistiche nuove e a fare anche qualche bel disco, ché le potenzialità ci sono.