Etichetta: Interbeat
Tracce: 10 – Durata: 36:20
Voto: 8/10

Pensavo all’amore / Quello che resta del sogno / Tutto è nel buio / Poche le stelle nel cielo.
Comincia così, Blank Times, il nuovo attesissimo album di Fausto Rossi. Un incipit che da solo mette in chiaro la struttura del disco. Dieci brani, quasi tutti in italiano, con alcuni inserimenti dell’inglese laddove la nostra lingua sembra limitata, in grado di mettere in mostra un Rossi particolarmente maturo che si concede di tirare le somme del suo lavoro, in particolare della fase più recente iniziata nel 2009 con Becoming Visible e proseguita nel 2010 con Below The Line.
I due estremi toccati da quei due titoli, il primo verso un’esile essenzialità acustica, il secondo carico di sperimentazione rumorista, vedono un senso proprio tra i solchi di questo nuovo album che, musicalmente, si presenta come una raccolta di ballate rock, spruzzate qui e là di inserti folk e blues di pregiata confezione, ottenuta con l’ausilio di parecchi musicisti tra cui due batteristi (Andrea Russo e Ivan Ciccarelli) e tre bassisti (i fedeli Franco Cristaldi, Riccardo Fioravanti e Andrea Viti) oltre alla inevitabile chitarra di Pierluigi Ferrari, l’organo di Roberto Colombo e i cori di Victoria Haid e Giacomo Cristaldi. Su tutti c’è la voce di Fausto (che suona anche l’organo e qualche diavoleria elettronica) che è sempre più precisa ed efficace, nella costante necessità di uscire dalle viscere ed esprimersi in loro nome.
I testi sono come al solito molto ben scritti ed assestati e fa piacere sentire anche molte parole di speranza che giocano in una eterna lotta con l’inquietudine e la pena del vivere. Alcune canzoni racchiudono messaggi per nuove generazioni, mettendo in guardia dai demoni dei media e della politica e tra questi anche un brano dedicato ad un bimbo appena nato (Can’t Explain). Molti riferimenti all’uomo subliminale, con insistenti riferimenti ai sogni, soluzione per ogni esitazione umana e viatico per la sopravvivenza in un mondo così corrotto.
Su tutte primeggia Il vostro mondo, nella quale Rossi ribadisce la sua emancipazione da certi turbamenti dell’attualità, evidenziando angosce e turbamenti imposti dalla conduzione orwelliana della politica, delle religioni e dei potenti in generale.
Fausto Rossi torna con un album che non cerca sensazionalismi e preferisce assoggettarsi all’animo umano, cercando di tenerlo il più puro possibile, allontanandosi dalla quotidianità.
Blank Times è un bel disco, che ci riporta un artista inestimabile che non dà segni di cedimento e che si propone con una formula (quella del quartetto rock) che ci fa sperare di riuscire ad ascoltare Fausto Rossi dal vivo molto più di quanto fino ad oggi ci sia stato concesso.  

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