Etichetta: Domino
Tracce: 12 – Durata: 42:00
Voto: 9/10

Atteso come si attendevano i dischi ai tempi della grande stagione della musica registrata, il nuovo capitolo targato Dirty Projectors non smentisce le attese e si propone come una via al songwriting tradizionale filtrato dall’attitudine sbilenca di Dave Longstreth e delle sua compagine.
Questo serva a farvi comprendere che Swing Lo Magellan, pur mantenendo intatte le caratteristiche sonore della band, cerca di infiltrarsi in territori più comunemente pop-rock, adattando il linguaggio della musica popolare alle capacità di sgretolare i suoni per poi riassemblarli coi consueti trucchi vocali, le armonie e le dissonanze più bislacche.
Non siamo ancora scesi sulla terra e l’esempio di Grizzly Bear o Vampire Weekend, in grado di tradurre all’istante le intenzioni in musica ad altra fruibilità, qui non riescono a manifestarsi fino in fondo, lasciando che l’album mantenga una integrità sperimentale che forse ci saremmo dispiaciuti di non poter trovare.
Ciò nonostante, sono evidenti i riferimenti a Paul McCartney (tra Beatles e Wings, come si ascolta in Impregnable Question o Unto Caesar per esempio) e al prog rock di marca, in grado di farci tornare alla mente nomi dimenticati come Gentle Giant e Van Der Graaf Generator, fino alle digressioni del canterbury sound jazzato di Caravan e Soft Machine.

Ma è inutile rincorrere le ispirazioni perché qui ci sono soprattutto i Dirty Projectors e, in modo particolare, c’è Longstreth che, più o meno da solo, ha scritto, arrangiato e prodotto l’album, dirigendo i lavori ed affidando il copione ai fidi gregari della band, tutti perfettamente in parte.
Date un ascolto a questo disco perché è qui dentro che si nasconde uno dei più grandi geni della musica moderna, vagamente snob e anche un po’ presuntuoso, certo, ma sicuramente convincente e dannatamente influente in un mondo che ha ben poco spazio per rinnovarsi. Strategicamente più accessibili che in passato, Dirty Projectors sventolano la bandiera del proprio territorio con la zampata più decisa della loro storia.

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