In preda a un pikfloydite di ritorno, causata dalla lettura di Rosso Floyd di Michele Mari (Einaudi), mi sono imbattuto in un curioso abbinamento tra la musica del quartetto londinese e l’opera cinematografica di Stanley Kubrick.
Prima, però, un po’ di storia: Kubrick chiese per ben due volte ai Pink Floyd la musica per i suoi film ma la cosa non andò mai a buon fine. La prima richiesta la avanzò per 2001: Odissea nello spazio (1968) per il quale voleva brani nuovi, scritti nello stile di quelli dei loro primi due album (The Piper at The Gates of Dawn del 1967 e  A Saucerful of Secrets del 1968) ma la band dovette declinare a causa della dipartita di Syd Barrett, autore di entrambi gli LP.
La seconda fu nel 1971 quando il regista chiese al gruppo di poter utilizzare la suite di Atom Heart Mother per Arancia MeccanicaStavolta i Pink Floyd rifiutarono per una serie di ragioni mai ufficialmente chiarite. Qualcuno afferma che dalla EMI temessero che collegare la musica del gruppo a delle immagini tanto violente potesse costituire pubblicità negativa, qualcun altro invece sostiene che Kubrick pretendesse di diventare proprietario delle edizioni della musica utilizzata per il film e che la band non intendesse cederle. Cosa sia davvero successo non si sa ma, di sicuro, sappiamo che i Pink Floyd sembrano oggi pentiti di quel diniego.
Kubrick, per altro, avrà modo di vendicarsi molti anni dopo quando nel 1992 rifiuterà di concedere a Roger Waters l’utilizzo della voce di HAL 9000, il computer di 2001: Odissea nello spazio, per il suo album Amused to Death. Al rifiuto di Kubrick, Waters replicherà includendo nell’album un pesante attacco al regista in un messaggio registrato alla contrario.
Ma la curiosità di cui vi parlavo in apertura ha più che altro caratteristiche da leggenda metropolitana essendo nata dal passa parola e (soprattutto) smentita sia da Stanley Kubrick che dai Pink Floyd.
La cosa però, anche sotto questa inevitabile luce, rimane molto affascinante. In effetti pare che la suite Echoes, registrata dai Pink Floyd per il loro capolavoro Meddle (1971) sia stata suonata per risultare perfettamente sincronizzabile con l’ultimo quadro di 2001: Odissea nello spazio (che ha causalmente la stessa identica durata), come se la band l’avesse suonata proprio guardando il film. L’effetto, a ben guardare, ha dell’incredibile e sebbene in alcuni punti sia evidente la totale casualità del risultato, in altri sembra effettivamente un tutt’uno.
Per noi rimane solo un motivo in più per riascoltare una delle più pregiate pagine della musica pop, abbinata con le immagini del film più rivoluzionario del secolo scorso.
Eccolo:
[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=p58aJD_wLKc%5D

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