Per celebrare The Beatles nei giorni del cinquantesimo anniversario della loro discografia, ho scelto di compilare la mia personale Songs-Top5.
Certo, è difficile scegliere cinque canzoni su un totale di (circa) 300 ma questi giochini sono divertenti per questo.
Ognuno potrà dire la sua, scandalizzandosi o condividendo, e per me queste cinque sono le canzoni dei Beatles che metto in cima alla lista. Ho fatto anche lo sforzo aggiuntivo di metterle in ordine di preferenza e ve le le sto presentando una per una, per ogni giorno della settimana.
Alla posizione numero due c’è Happiness is a Warm Gun.
Anche Happiness, come Glass Onion, fa parte del doppio album The Beatles del 1968 del quale chiude la prima facciata, ed anch’essa è scritta da John Lennon sebbene come al solito fosse accreditata a Lennon–McCartney.
Secondo Lennon il titolo deriva da quello apparso sulla copertina di una rivista di armi che gli mostrò George Martin: “Il titolo era proprio Happiness is a Warm Gun (La felicità è una pistola calda) e mi sembrò che fosse una tremenda ma fantastica cosa da dire e da scrivere. Una pistola calda! Significa che ha appena sparato a qualcuno…“. Sicuramente, in quegli anni, John non aveva idea di quale sarebbe stata la sua sorte, altrimenti, forse, non l’avrebbe scritto. O forse sì.
Il brano nacque, come altri di quel periodo, mettendo assieme frammenti di canzoni incompiute ed è questa la ragione della sua affascinante frammentarietà. Inizia su un classico 4/4 e poi rapidamente diventa 6/4 per tornare di nuovo in 4/4 con la batteria di Ringo che rimette il tempo in carreggiata pur dando un’impressione straniante. Ma non è finita: nella fase successiva, sorretto dalla chitarra solista il pattern ritmico è così formato: 9/8, 12/8, 12/8, con Ringo che mantiene tutto nei ranghi di un tempo a 6/8. Una follia ritmica che solo il John Lennon lisergico di quegli anni poteva concepire.

Per me, nonostante (o forse a causa di) questa assurda partitura, rimane una delle canzoni più intense della discografia dei Beatles, portando la poesia a braccetto con la violenza e l’alienazione d’accordo con la melodia
.
E’ una canzone fuori dagli schemi, che inventa un mondo a parte e che suggerisce emozioni diverse a seconda del momento. Un altro brano di un’attualità ancora vivacissima e autentica musa ispiratrice per buona parte del panorama pop-rock degli anni a venire.

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=qE2Vdcv9Q_o%5D

She’s not a girl who misses much
Do do do do do do- oh yeah!
She’s well acquainted with the touch of the velvet hand
Like a lizard on a window pane
The man in the crowd with the multicoloured mirrors
On his hobnail boots
Lying with his eyes while his hands are busy
Working overtime
A soap impression of his wife which he ate
And donated to the National Trust
I need a fix ‘cause I’m going down
Down to the bits that I left uptown
I need a fix cause I’m going down
Mother Superior jump the gun
Mother Superior jump the gun
Mother Superior jump the gun
Mother Superior jump the gun
Mother Superior jump the gun
Mother Superior jump the gunHappiness is a warm gun
Happiness is a warm gun, momma
When I hold you in my arms
And I feel my finger on your trigger
I know nobody can do me no harm
Because happiness is a warm gun, momma
Happiness is a warm gun
-Yes it is.
Happiness is a warm, yes it is…
Gun!
BANG, BANG,
SHOOT, SHOOT,
Well don’t ya know that happiness is a warm gun, momma?
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