Artista: Prince
Etichetta: PaisleyPark
Anno: 1987

Compie 25 anni Sign “☮” The Times, nono album di Prince e primo dopo lo scioglimento di The Revolution, coi quali aveva pubblicato i precedenti tre lavori.
Tra i dischi più importanti della storia della musica popolare, Sign “☮” The Times, arrivò nei negozi sorretto dal grande successo ricevuto dal precedente Parade coi suoi singoli Mountains, Girls&Boys e, soprattutto, Kiss. L’arrivo del singolo omonimo, uscito nei primi mesi dell’anno e sorretto da un video all’avanguardia, aveva già chiarito che l’album sarebbe stato un nuovo passo innovativo per la musica di Prince e, in generale, per l’intero panorama della musica giovanile. Un pattern di drum machine (realizzato su Fairlight CM1 abbinato alla sua inseparabile Linn LM-1) gestisce praticamente da solo l’intero brano, che include una semplice linea di basso (elettronico), una chitarra elettrica e la voce di Prince. Una soluzione di una semplicità disarmante in grado di creare un classico senza tempo oltre che a portare il doppio LP in classifica già in prenotazione, qualche settimana prima della sua reale uscita nei negozi.
L’album, che ripercorre in generale l’essenzialità sonora del singolo, fu accolto con entusiasmo dal pubblico che dimostrò di apprezzare una direzione diametralmente opposta alla ricca sontuosità dei lavori precedenti.
Suonato praticamente tutto da Prince, i musicisti aggiuntivi sono quasi sempre relegati a ruoli da ospite come il caso di Sheena Easton per il duetto di U Got The Look.
Sheila E., Wendy & Lisa, Miko Weaver, Jill Jones e molte altre presenze “classiche” dei dischi di Mr.Nelson, sono accreditati come session men sebbene in realtà non siano stati convocati per le registrazioni dell’album ma compaiano in brani incisi molti anni prima. Strange Relationship e I Could Never Take the Place of Your Man, per esempio, pur essendo inedite, risalgono al 1982 e vennero rispolverate da Prince attualizzandole con qualche sovraincisione. Su Strange Relationship, alla voce solista, è accreditata Camille, l’alter ego femminile di Prince di quegli anni, creata registrando la voce su base rallentata in modo da ascoltarla buffamente accelerata nella versione definitiva.
Anche The Revolution godono di un credito in copertina, apparendo come performer nella canzone It’s Gonna Be a Beautiful Night, registrata dal vivo a Parigi, durante una data del tour di Parade.
Sign “☮” The Times è ancora oggi uno dei dischi più rappresentativi del musicista di Minneapolis, votato in varie occasioni come uno dei migliori album del XX secolo e, fuori da ogni dubbio, uno dei suoi più artisticamente multiformi, contemplando una enorme gamma di stili tra Soul, Rhythm&Blues, Hard Rock, Blues, Jazz, Disco e Easy Listening. Anche per questa caratteristica, l’album è davvero  all’avanguardia considerando la tipologia forzatamente minimalista degli arrangiamenti che raggiunge livelli sperimentali in brani come Housequake, The Ballad of Dorothy Parker e Forever in My Life.

Per festeggiare l’anniversario di Sign “☮” The Times, mi sono divertito a realizzare un mash-up con un altro piccolo capolavoro uscito nello stesso periodo ma molto più velocemente dimenticato: C’est la Ouate di Caroline Loeb. Oggi l’ho realizzato con l’ausilio di un paio di comodissimi software. Nel 1987  lavoravo in discoteca e facevo girare i due dischi contemporaneamente lasciando a bocca aperta buona parte della gente in pista che si divertiva almeno quanto me.

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