Etichetta: Matador
Tracce: 11 – Durata: 69:03
Genere: Rock, Country, Psichedelia
Voto: 6/10

Aveva già colpito nel segno col precedente Smoke Ring For my Halo, Kurt Vile, già leader di The War on Drugs. E oggi, al quinto disco solista, prova un approccio caldo e rassicurante con undici brani di stampo piuttosto classico ma immensamente fresco. 
Walking on a Pretty Daze è un lavoro molto americano, che strizza l’occhio a Bruce Springsteen ma anche a Steve Wynn, a James Taylor ma anche a The Pavement, come se la linea che demarcava un tempo il rock grossolano e tamarro dei primi eroi a stelle e strisce da quello più puro e diretto della generazione New Wave fosse stata definitivamente smantellata.
Brani di durate diverse, dai monumentali 10 minuti (circa) dei due brani posti in apertura e chiusura, ai più normali 3/4 minuti di molti brani intermedi fino agli 8 del delizioso arpeggio (quasi finger picking) di Too Hard.
Con atmosfere, sempre ben bilanciate tra tradizione e sperimentazione, abbina con sapienza e buon gusto territori Country con echi lisergici di raffinata scultura. Kurt Vile realizza un disco che si muove su un ritmo delicato e maestoso, generando un ambiente di evocante serenità che appare ben delineato in un disco (che visto in quest’ottica sembra quasi un concept) capace di irradiare una sensazione di immediata soavità senza dimenticarsi di essere pungente (soprattutto nelle liriche) ed eccentrico quando la condizione lo richiede. Se riuscite a prenderlo con le dovute cautele, forse non è sbagliato abbinare questo album ai lavori più intimisti del più recente Lou Reed, non fosse per una diversa applicazione della materia musicale.
Nella lunga esposizione musicale di Walking on a Pretty Daze, c’è un crescendo molto affascinante che, superata la metà dell’album, si elettrizza quel tanto che basta per smuovere gli animi fino a quel momento rimasti pacati e attenuati.
Un album che riesce ad essere pienamente classico pur andando in continuazione fuori dagli schemi. Un’opera che riesce a rimanere pulita e lineare anche nelle più sporche divagazioni. Una specie di film che aggiunge alla più lineare delle sceneggiature un continuo susseguirsi di effetti sorpresa, lasciando lo spettatore in balia degli aventi e portandolo con estrema soddisfazioni fino al lieto fine. 

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