Etichetta: Domino
Tracce: 10 – Durata: 35:43
Genere: Pop Rock
Voto: 8/10

Franz Ferdinand, la più elegante tra le rock band britanniche del nuovo millennio, porta a compimento il difficilissimo esercizio del quarto album, quello che giunge dopo un terzo (Tonight del 2009) che fu accolto in maniera piuttosto tiepida sia dalla critica che dal pubblico. Si diceva, a quel tempo, che FF fossero in difficoltà nel programma del proprio rinnovamento quando, in realtà, il difetto stava unicamente in un risultato sonoro un po’ stanco. Il tour de force a cui venenro sottoposti dopo l’uscita del secondo disco deve averli costretti a lavorare frettolosamente, relegando la scrittura delle canzoni ai ritagli di tempo concessi da una tournée estenuante, buttando giù accordi  e versi tra un albergo e l’altro, a bordo di aerei e sleeping bus. Right Thoughts, Right Words, Right Action, bisogna dirlo subito, pur senza sconvolge particolarmente gli stilemi compositivi di Alex Kapranos & Co., ha il vantaggio di avere una scaletta a dir poco perfetta che privilegia la qualità facendo leva su un metodo che, inequivocabilmente, li contraddistingue. 
Fautori, assieme a The Stokes, di un ritorno alle sonorità pop-rock essenziali e moderniste di certe band degli anni 80, i Franz Ferdinand hanno cercato sempre di mantenere una certa distanza dal concetto di revival, proponendo canzoni accattivanti e brillanti che, pur rifacendosi a quella scuola, impiantano il seme più importante per il rinnovo di un suono esile e graffiante di cui sono gli indiscussi maestri. 
Ecco il punto: Right Thoughts, Right Words, Right Action è proprio pieno di belle canzoni, hanno grinta e inventiva, riescono a giocare con le melodie riportando a galla una cifra stilistica di livello superiore, con buona pace di chi insisterà a criticare la mancanza di sperimentazione o di rinnovamento.
A band di questo genere è richiesto principalmente l’intrattenimento e il divertimento. Non sono i Talking Heads i modelli (per quanto in certe occasioni se ne intuisca l’influenza) ma The Knack, The Jam, The Dave Clark Five, The Kinks… 
Franz Ferdinand mettono su disco una lezione senza dare lezioni. Non sono (e non sono mai stati) su un piedistallo a dettare regole. Questa è una band onesta e preparata (vedeteli in concerto almeno una volta per capire) che, con una manciata di canzoni da tre minuti, ha saputo incarnare l’eccellenza del genere. 
Sì, certo, non siamo al cospetto del disco del millennio, ma si tratta senza alcun dubbio di uno dei più piacevoli di quest’anno.
Bellissime le incursioni dei fiati che, una volta tanto, non fanno riferimento al Northern Soul (Love Illuminations) e deliziose le tastierine anni 80 che fanno ogni tanto capolino nei preziosi intrecci delle chitarre senza mai ricordare qualcos’altro. Un (inevitabile?) ammiccamento a Little Less Conversation del Re Elvis nel riff del singolo Right Action sembra l’unica vera e propria citazione del pacchetto, ma talmente educata e accattivante che sapete che c’è? Io gli do un bell’otto!

Annunci