Etichetta: Domino
Tracce: Tracce: 12 – Durata: 41:34
Genere: Pop Rock
Voto: 10/10

Gli antipasti forniti sotto forma di singoli (Do I Wanna Know?) o semplici teaser promozionali, lasciavano intravedere la qualità per il quinto album di Arctic Monkey ma, immaginando che quelle utilizzate fossero le cartucce migliori, non potevamo aspettarci così tanta grazia. AM è l’album ispirato e solido di una band in stato di grazia capace di esplorare le influenze dei titani del rock storico ma tenendo gli occhi aperti sull’ambiente musicale di oggi, con guizzi ai margini dell’Hip Hop e una produzione portentosa e smagliante che presenta il progetto di una band che, ormai è chiaro, è una creatura meravigliosa nelle mani di un artigiano talentuoso come Alex Turner.
Pur mantenendo inalterate le strutture tipiche della musica della band, AM compie un ulteriore passo evolutivo verso un rock elegante e moderno, che si rifiuta di ricoprirsi di inutili lustrini e predilige i suoni scuri, talvolta anche intimidatori, per un risultato perfidamente emozionante.
Clamorosa la doppietta One For the Road / Arabella (sorta di Parte 1 e 2 dello stesso brano) che ricorda, con naturalezza sconvolgente, Tanto i Black Sabbath quanto Easy-E, con il cameo di Josh Homme che non perde l’occasione per ammiccare a Simpathy For The Devil, con dei coretti da capogiro.
Testi sempre all’altezza della situazione, con un Turner enfaticamente allarmato da un senso diffuso di pericolo (per l’umanità, per i sentimenti, per il mondo, per sé stesso…) in un susseguirsi di immagini perfettamente a fuoco. Una poetica innovativa che da molti anni non riuscivamo più a sentire nella musica pop, capace di passaggi come “Ho trovato questa canzone che in qualche modo mi fa pensare a te. E mi diverto a canticchiarla, ripetendola finché non mi addormento… rovesciando il drink sul divano…” (Do I Wanna Know?).
Musicalmente ci sono derive Smiths/lennoniane (No. 1 Party Anthem), divertissement beatlesiani (Snap Out of It), scampoli di glam rock (I Want It All) e fin’anche un pezzo morriconiano (I Wanna Be Yours) che completano un quadro sfavillante e rinvigorente portando le voce di Alex a estremi prima gravi e poi squillanti in falsetto.
Arrangiamenti che prediligono la ritmica, in un equilibrio perfetto tra le linee melodiche, sempre aggrappatea tessiture precise e saltellanti.
Arctic Monkeys hanno fatto il  disco della maturità, quello dopo il quale sarà lecito aspettarsi qualsiasi direzione, sapendo che sarà quella giusta.