Artista: VV.AA.
Etichetta: Cramps Records
Anno 1980

Trent’anni fa, nel 1980, la Cramps Records fece un passo storico nel tentativo di svecchiare la scena della musica giovanile del nostro Paese.
Già nel decennio precedente, la Cramps di Gianni Sassi era stata all’avanguardia con produzioni interessanti come Area, Arti & Mestieri, Alberto Camerini e Eugenio Finardi e, con l’arrivo del nuovo decennio, provò a dare un timido scossone alla scena nostrana producendo qualcosa di veramente “Rock”. Mentre nel resto del mondo si respirava aria di rivoluzione, tra punk, new-wave e movimenti giovanili tra i più interessanti, in Italia non si riusciva a trovare alcuna strada in grado di togliere la polvere da certi ingranaggi (dai volti dei saggi, coi pochi vantaggi che la mia condizione mi dà).
Sassi, con la complicità di Paolo Tofani degli Area, fu il primo ad accorgersi di certi tenui vagiti (soprattutto attorno al Centro Sociale Santa Marta di Milano) e produsse, nel 1980, otto 45 giri in vinile colorato che sarebbero (purtroppo) rimasti una fugace meteora della nostra discografia. Sotto l’egida di un nuovo logo creato per l’occasione, nacque la sub etichetta Rock ’80 e sia pure con qualche soddisfazione a livello commerciale, l’operazione non riuscì ad andare oltre il primo lancio promozionale. Dopo aver raccolto buona parte di quel materiale per realizzare anche un LP compilation, La Cramps records chiuse i battenti e le band coinvolte dovettero continuare in altri contesti. Per alcune la vicenda finì lì. Altre trovarono altre strade, talvolta diametralmente opposte.
La musica contenuta in quei 7″, sentita oggi fa molta tenerezza. Se ne apprezza lo sforzo e si percepisce il bisogno di affrancarsi da certi preconcetti sonori fino a quel momento dati per scontati. E ai peccati di ingenuità di una giovanissima Jo Squillo, che esordisce in seno alla Kandeggina Gang con due pezzi gradevolmente naif (Sono Cattiva e Orrore), si contrappongono quelli più concreti di Giovanni Muciaccia (in seguito sarebbe diventato il suo compagno e produttore) che con i Kaos Rock sarebbe stato l’unico ad arrivare all’ambìto traguardo dell’LP.
Caso a parte è rappresentato dagli Skiantos, che appaiono in questo contesto quando già avevano dato alle stampe ben tre album. Il brano uscito sul loro 45 giri Rock’80 (Fagioli) venne proposto per Sanremo e scartato alla prima selezione. Negli anni del rinato interesse per il Festival dei fiori, Skiantos riuscirono a farsi un vanto di quell’episodio e il 45 giri uscì con lo strillo in copertina “Il piatto forte del XXX Festival di Sanremo” abbinato, furbescamente sul lato B, a Mi Piaccion le Sbarbine, piccolo cult già apparso nel loro album Kinotto.
Erano anni davvero bui e il movimento Punk nel nostro paese, aveva ancora connotazioni provocatorie dense di ingenuità. Qualche gorgoglio demenziale (Sei in Banana Dura dei Windopen), primi vagiti di New Wave Dark cantata in inglese (Blockhead Dance degli X-Rated) e alcuni rimasugli di Rock vecchio stampo (Take Four Doses), portarono comunque una breve ventata di novità. Chi non ne poteva più di PFM e Stormy Six, adesso aveva una alternativa concreta.
Certi arrangiamenti sono invecchiati malissimo (il sassofono dei Windopen e il moog dei Take Four Doses hanno qualcosa di raccrapricciante) ma altri mettono in luce un’interessante voglia di rinnovamento. Dirty Actions sfoggiavano un interessante gusto New Wave, sia pure penalizzato da liriche “demenziali” e i Kaos Rock vantavano un chitarrista straordinario come Luigi Schiavone che qualche anno dopo sarebbe diventato uno degli autori più interessanti della nostra musica leggera lavorando e scrivendo per Enrico Ruggeri, Fiorella Mannoia e Gianna Nannini.

   
   

Oggi quei 45 giri sono diventati un piccolo oggetto di culto, hanno un discreto valore di mercato (tra i 25 e i 50 euro l’uno, a seconda delle condizioni) a differenza dell’LP che invece si riesce ancora a trovare a prezzi accettabili in molti mercatini (sui 10 euro) ma nel quale, però, mancano alcune delle canzoni.
Ma, se vi fosse venuta la curiosità di ascoltare questo particolare momento della nostra storia musicale, lo spartiacque ufficiale tra il prima e il dopo nel mondo del rock italiano, non preoccupatevi, ché ci penso io.
Ho fatto un vinylRip degli otto dischetti e ve li regalo. Basta cliccare sul disco qui sotto.