Compie oggi 18 anni il più ambizioso progetto dedicato a The Beatles. Più ancora del “famoso” remaster digitale del 2009, parecchi anni prima The Beatles Anthology puntava a archiviare in modo definitivo e capillare la storia della più influente pop band della storia con la realizzazione di un documentario di dieci ore trasmesso dalle principali reti televisive del globo suddiviso in otto trasmissioni. Il film narra la storia dei Beatles dalle origini nella Liverpool degli anni cinquanta fino allo scioglimento, con materiale di archivio, spesso inedito o raro, e interventi di Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr, più alcune interviste storiche a John Lennon.
L’opera fu completata da un libro e da tre uscite discografiche nell’arco di cinque anni, denominate The Beatles Anthology Vol. 1, Vol. 2 e Vol. 3. sotto forma di tre doppi album che ripercorrevano la storia della band utilizzando materiale inedito tra outtakes, live, provini, missaggi alternativi eccetera. Una vera e propria manna dal cielo per tutti gli appassionati che fino a quel momento avevano accesso a certo materiale solo attraverso bootleg e registrazioni abusive di scarsa qualità. Dopo l’uscita del terzo volume, venne messa in commercio anche la versione completa del documentario in un box che comprendeva anche una “puntata” aggiuntiva con materiale extra. Il cofanetto era disponibile in versione Laserdisc, VHS e DVD.
The Beatles Anthology ha avuto anche il merito (per alcuni l’onta) di riportare in vita i Beatles con ben due canzoni inedite ottenute partendo da alcuni demo di John Lennon, ai quali i tre superstiti aggiunsero delle sovaraincisioni lavorando in sala con lo storico produttore George Martin e con Jeff Lynne. Le due canzoni, Free as a Bird e Real Love ebbero un notevole successo commerciale e la prima delle due rinverdì talmente i fasti della band da arrivare al numero uno della classifica.
La struttura musicale del brano originale è in tonalità di LA maggiore che rappresenta una sorta di novità per i Beatles (Lennon l’aveva composta molti anni dopo lo scioglimento) e si apre con l’esposizione del ritornello che, in realtà, è l’unica parte che Lennon avesse registrato. Toccò a Paul McCartney scrivere la parte “di raccordo” che permettesse alla canzone di diventare completa, realizzando una strofa con accordo dominante di MI7. Le due strofe aggiuntive sono cantate alternativamente da Paul McCartney e da George Harrison al quale tocca anche la parte della chitarra slide che ne supporta l’intera traccia melodica.
Nonostante le critiche (più o meno tutte dirette all’aspetto necrofilo suggerito dall’utilizzo della voce di John Lennon), Free as a Bird è una canzone magnificamente in linea con la discografia di The Beatles e illustra alla perfezione una delle possibili vie della più impossibile delle reunion. Il brano, per altro, arrivò in pieno boom Brit Pop e in un certo senso si riappropriò della paternità di un sound tra i più imitati della storia. Molti giovani appassionati ebbero finalmente chiaro il concetto di beatlesiano, associato a band come XTC, Blur e (soprattutto) Oasis.

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Qui la versione demo di Lennon sulla quale lavorarono i Beatles nel 1994.

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