Etichetta: SST
Tracce: 22 – Durata: 43:55
Genere: Punk, Rock
Voto: 3/10

Di quello che sono stati i Black Flag negli anni 80 è rimasto, a rigor di logica, davvero poco. In questo nuovo What The…, poi, perfino quel poco è… di qualità imbarazzante.
Il fatto che Henry Rollins non sia della partita non stupisce nessuno ma che l’unico membro storico (Greg Ginn) abbia ottenuto di utilizzare nome e logo della band in seguito a battaglie legali dalle quali è uscito come “lo stronzo della situazione”, francamente mette l’album in cattiva luce già nella fase di realizzazione.

Volendo provare a schivare i pregiudizi, metto a suonare il disco sforzandomi di dimenticare il nome della band a cui è attribuito e, sorpresa, somiglia a un disco dei Black Flag. Somiglia, sì, perché l’effetto “noschese” è davvero dietro l’angolo. Quello che sentiamo è un disco di punk hardcore stile anni ’80, che in certi momenti ricorda gli esordi dei Black Flag (dev’essere a causa di Ron Reyes il cantante della nuova formazione che aveva ricoperto lo stesso ruolo nei primi anni 80, prima dell’arrivo di Rollins) e che andrebbe anche bene se arrivasse da una giovane band in vena di rinverdire quelle sonorità ma che diventa difficile da accettare trattandosi del patetico tentativo di spacciare per valido un prodotto mediocre solo in virtù di un nome rispettabile.
Ecco, non fatevi problemi a mancare di rispetto a questi Black Flag perché non sono affatto quelli che vi ricordavate. La musica è la stessa ma manca la forza, l’urgenza e la genuinità di un tempo. Si tratta di una copia sbiadita e fuorviante che, con la storia, non reggerà il confronto nemmeno in concerto (dove potranno almeno appellarsi al repertorio) a causa dell’assenza giustificata praticamente dell’intera band.

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