Artista: Television
Etichetta: Elektra
Anno: 1977

La notizia è che i Television si sono nuovamente riformati e stanno facendo un tour nel quale celebrano il loro primo album, suonandolo per intero dal vivo. Marquee Moon, in effetti, non è un disco qualsiasi ma un’autentica pietra miliare della musica rock americana o, se preferite, del punk rock d’oltreoceano.
Quando noi ragazzini del ’77 cominciammo ad appassionarci di Punk Rock, quello che veniva specificatamente definito in quel modo, l’interesse andava principalmente alle band inglesi perché era stato il Regno Unito a fare del Punk un fenomeno soprattutto mediatico. E se ci avevano insegnato che il Punk aveva tolto alla musica rock i barocchismi del passato, eliminando gli eccessi di produzione, i virtuosismi degli assoli di chitarra (o, peggio, di batteria) proponendo brani veloci e di breve durata, l’immagine che ci arrivava dei Punk Rockers era quella di giovani vestiti con giubbotti di pelle ricoperti di spillette con i capelli corti e colorati.
I Television invece avevano i capelli lunghi, alcune loro canzoni duravano anche più di dieci minuti ed erano piene di assoli di chitarra. Cosa avevano di magico, dunque? Perché riuscivano così tanto a appassionarci? Ebbene, la risposta è semplice: i Television avevano trovato il modo di rinnovare “il” linguaggio musicale da cui tutto era nato: il Rock’n’Roll. La loro scuola era quella di The Velvet Underground, dei Fugs, di The Stooges e MC5. Avevano preso il rock psichedelico e underground per trasportarlo nell’attualità, suonandolo in maniera strabiliante e innovativa, utilizzando frasi musicali ripetute, suoni distorti con capacità evocative assolutamente inedite, pescate da John Coltrane e da Lou Reed con disarmante indifferenza. Le parole delle canzoni erano diventate dirette: si parlava di droga e di sesso, di violenza e di degrado come mai prima era stato fatto. Marquee Moon arrivò come un faro a illuminarci sull’altra faccia del Punk, per illuminare un mondo, quello newoyrkese, che non solo era arrivato prima ma aveva anche molta più ragione di esistere. Se in UK Sex Pistols e The Clash avevano tolto di mezzo la fastidiosa prosopopea del Progressive, in USA c’era stato un percorso molto meno drastico ma altrettanto rivoluzionario. Erano gli anni della Disco Music e il Rock non se la passava benissimo, costretto a sopravvivere in piccoli club nei quali spesso la gente si accontentava di ascoltare un po’ di classici folk e blues. Erano anni bui e depressi, perfetti per far nascere una scena dalle caratteristiche storiche. Television, con Blondie, Ramones, Patti Smith e Pere Ubu erano i pionieri di un mondo nuovo del quale Marquee Moon rappresenta, ancora oggi, il punto cardine in un periodo di sostanziale cambiamento.
Pieno di telai ritmici ossessivi e pulsanti e di chitarre acide e deliranti, l’album non fu accolto troppo bene. Come per molti altri capolavori, anche i riconoscimenti per Marquee Moon arrivarono molti anni più tardi. Difatti, sebbene i Television abbiano inciso l’anno successivo anche un secondo LP (Adventure), le vendite andarono talmente male che non gli permisero di inciderne un terzo convincendo il gruppo a sciogliersi.
Il tour-reunion di questi giorni, in cui il gruppo ripropone l’album per intero, sta facendo tutto esaurito in tutte le città in cui arriva (Unica data italiana è prevista a Milano il prossimo 3 giugno) a dimostrazione dell’affetto che gli appassionati ancora provano per questo lavoro.
I Television si erano già riformati all’inizio degli anni 90 in tempi in cui le reunion non erano ancora diventate di moda, per altro producendo un disco che attualmente rimane il loro ultimo lavoro inedito (Television). Quella in corso sarà forse un po’ più triste, così come lo sono in generale le reunion di questi vecchi idoli alle prese con il proprio passato ma, se questo servisse a far conoscere un capolavoro come Marquee Moon a chi ancora non avesse avuto il piacere, allora forse il gioco vale la candela.

Nota di costume: nella mia copia dell’album, acquistata nel 1979, c’è ancora appiccicato il tagliandino del prezzo. Costava 4500 Lire. Fate voi la conversione in Euro e poi non lamentatevi se i dischi non li compra più nessuno.

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