Etichetta: Synthetic Shadows
Tracce: 8 – Durata: 38:40
Genere: Elettonica, New Wave
Voto:

Nel post di fine anno vi dicevo che nel 2014 ci sarebbero state un po’ di novità che mi riguardano. Vi avevo anche chiesto di avere pazienza, ché ve le avrei svelate man mano che si concretizzavano. Ebbene, la prima è questa. Morrowyellow sono (erano) la band nella quale ho militato come cantante negli anni 80 dei quali esce adesso un disco rimasto nel cassetto per 25 anni: My Colours 1985/1988.
Morrowyellow nacquero come duo: c’ero io (all’epoca mi facevo chiamare Joy Yellow) e Mauro Marchesi, il cui nickname era Marquee Morrow. Questa l’origine del nome Morrow-Yellow convertito in un lineare Morrowyellow con l’arrivo di un bassista (Massimo Turco), un tastierista (Giovanni Pieri) e un batterista (Diego Alverà).
Non potendo/volendo, scrivere in prima persona una recensione del disco (la cui produzione è stata affidata totalmente all’etichetta Synthetic Shadows di Roma e per la quale ho curato personalmente il remaster della parte audio), mi limito a riportare quelle che sono le note di copertina (evitando, ovviamente, di assegnare un voto).
Prima, però, qualche nota tecnica aggiuntiva: le otto canzoni del disco corrispondono ai due demotape che realizzammo all’epoca come veicolo per trovare una etichetta discografica. La ricerca fu piuttosto infruttuosa nonostante qualche piccola realtà indipendente si fosse dimostrarata in qualche modo interessata. Durante un Meeting delle Etichette Indipendenti (quando ancora si svolgeva a Firenze), per esempio, riuscimmo a prendere dei contatti incoraggianti ma la cosa che elevò il nostro entusiasmo alle stelle fu quando, ad un concerto dei Minimal Compact, mettemmo in mano a Berry Sacharof una nostra cassetta per scoprire, qualche giorno più tardi, che la nostra musica aveva colpito nientepopodimeno che Mark Hollander della Crammed Discs. I miei ricordi sono offuscati e non so bene cosa non funzionò. Probabilmente a causa di una nostra negligenza (o più precisamente ingenuità), un contatto ufficiale con Hollander non avvenne mai. e, come se quelle parole di incoraggiamento ci fossero bastate, continuammo a vendere le nostre cassette ai concerti fino al giorno in cui l’idea di farne un disco svanì assieme all’entusiasmo per quel progetto, che si chiuse nel 1988.
Inutile dire che, nonostante siano passati quasi trent’anni, ci fa piacere scoprire che attorno a quelle nostre canzoni ci sia ancora un certo interesse così, quando dalla Synthetic Shadows ci è giunta la richiesta per una stampa ufficiale, abbiamo acconsentito con un certo entusiasmo. Riascoltate adesso hanno un sapore decisamente naif ma è ancora piuttosto intelligibile l’entusiasmo e lo sforzo che le portò a compimento.
L’LP racchiude, nella facciata A, il nostro primo demo (“My Colours”, 1985) e nella facciata B il secondo (“Morrowyellow”, 1988).
In quegli anni era d’obbligo l’uso della lingua inglese, così anche io mi adeguai traducendo tutti i testi nella lingua di Shakespeare. Alcuni passaggi sono anche piuttosto “imbarazzanti”, per via di un uso dell’inglese in un certo senso approssimativo. E lo dico con rammarico, dal momento che ricordo benissimo l’impegno che mettevo nella stesura delle liriche. Oggi, come sapete, un “errore” come questo non lo rifarei. 🙂
Qui di seguito le note di copertina. Se poi volete acquistare il disco, lo trovate QUI.  

 

Nati nel 1983 dalla collaborazione tra Mauro Marchesi (tastiere e elettronica) e Joyello Triolo (voce e chitarra), Morrowyellow esordiscono con una sperimentazione sonora che prevarica la dimensione convenzionale del gruppo rock, assecondando il fascino per le arti e la musica orientale. Uno studio che li porterà a collaborazioni con il teatro d’avanguardia e con la danza contemporanea fino a quando nel 1985, con l’ingresso di Massimo Turco (basso e chitarra), iniziano a provare un certo interesse  per le apparizioni dal vivo.
La scrittura di alcune nuove canzoni e la registrazione di un demo (“My Colours”), si configurarono  come i primi passi verso la “musica moderna”, termine usato dal gruppo per definire il proprio risultato sonoro.
A completamento della fase di sviluppo, l’anno successivo arrivano  in formazione Diego Alverà alle percussioni e Giovanni Pieri alle tastiere che porteranno Morrowyellow alla configurazione definitiva. Il risultato di quest’ultima evoluzione fu una dimensione musicale di più ampia ispirazione che portò a una fruttuosa attività dal vivo e ad un nuovo demo (“Morrowyellow”) composto da quattro brani originali supportati da studi ed arrangiamenti sempre più completi  e personali.
Il gruppo si sciolse alla fine del 1988 a causa dei differenti interessi musicali maturati nel frattempo dai cinque membri e dei numerosi side-project che presero velocemente il sopravvento sull’attività della band.
Massimo Turco, dopo Morrowyellow fondò (con Marchesi) i Bresaolas evoluti nei PiP. Attualmente lavora con la formazione Tupolev Lesbian Trio; Diego Alverà formò una band noise-electro chiamata Subversive Role poco prima di abbandonare la musica per dedicarsi all’attività di promoter e organizzatore di concerti. Nel 2013 ha ottenuto un buon riscontro come autore teatrale; Giovanni Pieri dopo un lungo periodo di inattività, oggi suona il basso nei milanesi NG di Evor Ameisie; Marchesi e Triolo hanno continuato a suonare assieme, prima con Le Madri della Psicanalisi ed oggi con Peluqueria Hernandez. 

Lato A: 1. WAKEFULNESS: 2. NO SECRETS: 3. WHERE SUN CLIMBS: 4. MY WISE DOME:
Joyello Triolo: Voce, Chitarre, Batteria Simmons, Tapes, Cornamusa, Bidoni  /  Mauro Marchesi: Tastiere, Elettronica, Campionatore, Pentole, Percussioni  /  Massimo Turco: Basso, Programmazione, Violino, Tapes, Lattine, Tamburi  /  ManuElenAda: Voci in Where Sun Climbs

Lato B: 1. 3000 DAYS: 2. DON JUAN: 3. THE WHEEL (SHAMAN’S ROSE): 4. THIS FILM
Joyello Triolo: Voce, Pentola, Chitarra elettrica  /  Mauro Marchesi: Tastiere, Campionatore, Chitarra acustica, Ansimi  /  Massimo Turco: Basso, Programmazione, Chitarra, Ansimi  /  Diego Alverà: Batteria, Percussioni  /  Giovanni Pieri: Tastiere  /  Roberta Morgante: Voce in “Don Juan”

Musiche: Morrowyellow, Testi: Joyello Triolo eccetto DON JUAN: Luciano Bonato; THE WHEEL (SHAMAN’S ROSE): Diego Alverà – Registrate su 8 piste analogiche presso LOF Recording Attic, Cadeglioppi (VR) Da Marco Filippi, 1985 ¸ 1987

Produzione Morrowyellow
Trasposizione da analogico a digitale, editing & cutting: Joyello Triolo, 2013.

A Massimiliano

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[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=FOZeaqp2iOs%5D

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