Artista: Oasis
Etichetta: Creation
Anno: 1995

A tramandare ai posteri un album come (What’s The Story) Morning Glory? e di conseguenza anche i fratelli Gallagher con la loro band Oasis, sono stati principalmente due fattori. Il primo va ricercato nel momento storico in cui l’album uscì che coincide con l’esplosione planetaria del fenomeno Brit Pop (di cui forse involontariamente questo disco è finito col diventare il porta bandiera) e il secondo è l’inequivocabile appeal di un brano come Wonderwall, tra i singoli più accattivanti dell’intera scena Rock britannica del secolo scorso.
Nonostante rimanga indiscutibile il valore dell’opera prima della band (Definitely Maybe dell’anno precedente), fu con Morning Glory che la musica leggera inglese tornò ad avere un posto di rilievo anche nelle classifiche di oltre oceano. Nella classifica di Billboard guadagnò un ragguardevole quarto posto, aprendo la strada americana a molte formazioni inglesi dell’epoca. 
Capitanati da Noel Gallagher, che aveva imparato molti trucchi dello showbiz lavorando come roadie per gli Insipral Carpets, gli Oasis avevano un altro punto di forza in suo fratello Liam, frontman e cantante dalle discutibili doti vocali ma dal forte carisma eccentrico. Stralunato e goffo, sul palco si esibiva tenendo le mani dietro la schiena, in una posizione che sarebbe diventata iconica per l’intera scena degli anni 90. In patria erano stati l’ennesima band a essere definita “eredi dei Beatles” e, in questo caso, la definizione calzava piuttosto a pennello. I due Gallagher, infatti, non hanno mai nascosto la loro passione per la musica dei Fab4 e nelle loro canzoni era facile trovarvi riferimenti piuttosto eloquenti.
Ad aiutare il tutto, una sapiente strumentalizzazione del pettegolezzo con strilli sui tabloid che raccontavano gli amorazzi di Liam e le furibonde liti tra due fratelli piuttosto irrequieti. La cosa funzionò a meraviglia e l’album diventò più volte disco di platino, rifocillando le casse della piccola etichetta Creation e garantendo agli Oasis un contratto per i dischi seguenti con la più autorevole delle Major: SONY Music.
Prodotto da Owen Morris, assieme a Noel, Morining Glory fu registrato ai Rockfiel Studios di Monmouth in Galles e musicalmente ripercorre una retrospettiva attraverso la musica beat e psichedelica degli anni ’60, attingendo dai repertori di Small Faces, Kinks, The Who e (naturalmente) The Beatles pur creando un suono che scolpì sulla pietra un timbro tra i più personali fino ad allora ascoltati.
Dall’album vennero estratti ben cinque singoli (su dodici tracce totali): Roll With it, Wonderwall, Don’t Look Back in Anger (con il suo famoso intro rubacchiato a Imagine di John Lennon), Some Might Say e Champagne Supernova, tutti arrivati al numero uno della classifica inglese. In USA, nonostante il successo dell’album, non andò altrettanto bene e al numero uno arrivarono solo Champagne Supernova e Wonderwall ma tanto bastò a garantire a quest’ultima ben due nomination ai Grammy di quell’anno (Miglior canzone rock e Miglior interpretazione Rock). 

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