Etichetta: One Little Indian
Tracce: 10 – Durata: 43:38
Genere: Indie Pop
Voto: 8/10

Àsgeir è un cantautore, nato nel villaggio di Laugarbakki in Islanda ventun’anni fa, autore di un piccolo miracolo discografico intitolato Dýrð í dauðaþögn, capace di raggiungere la prima posizione della classifica islandese in maniera piuttosto dirompente. Il numero di copie vendute è di quelli che non si possono sottovalutare: un islandese su dieci ha comprato il disco e con numeri così è inevitabile che qualche discografico alzi le antenne. A farlo sono stati quelli della One Little Indian (specializzata in musica proveniente dall’isola dei ghiacci) che nel corso del 2013 hanno avviato le procedure per la sua distribuzione internazionale pubblicandolo in tutto il mondo in una nuova versione cantata in inglese e con il titolo In The Silence.
La musica di Àsgeir è un pop molto elegante, influenzato dal folk americano ben più che dalle ballate siderali dei suoi connazionali (Björk, Minus, Sigur Ros, GusGus…) e si configura come una specie di incrocio tra il sinfonismo di Antony Hegarty e il rock soffice dei John Grant. Non è un caso, suppongo, che sia stato proprio quest’ultimo ad aiutare Àsgeir nella trasposizione inglese dei testi che, nel passaggio, hanno subito una lieve limatura al fine di attenuare la pesantezza un po’ troppo oscura degli originali, in favore di una poesia limpida e rassicurante. Limatura facilmente intuibile dal nuovo titolo (In The Silence = Nel silenzio) che alleggerisce la cupezza dell’originale (Dýrð í dauðaþögn = Gloria nel silenzio della morte).

L’album è davvero un piccolo gioiello pop, denso di ballate amare, di storie di malamore su sfondi di fiordi, ghiacciai e montagne, a cui hanno collaborato anche il fratello Þorsteinn Einarsson (alla chitarra)  e il padre settantaduenne Einar Georg Einarsson (nella stesura dei testi originali). Sono canzoni esili ed educate che non hanno pretese di diventare classici ma con tutti gli aspetti per sopravvivere alle mode e al passaggio delle tendenze. La struttura esemplare, conferisce loro caratteristiche da evergreen per un album che si presta a diventare uno dei più brillanti dell’anno.

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