Etichetta: Columbia
Tracce: 10 – Durata: 46:58
Genere: Dance, Funk, R&B, Pop
Voto: 6/10

Considerato, per tutta la stagione scorsa, il Re Mida del Pop, Pharrell Williams giunge in maniera piuttosto scontata al disco autografo, dopo le collaborazioni milionarie con Daft Punk e Robin Thicke e dopo il botto della sua Happy, inserita nella colonna sonora di Cattivissimo me 2 (e qui inclusa). L’impressione, però, è che l’effetto dei successi di cui sopra sia stato preso come un veicolo sufficiente a trainare il disco in classifica, anche a scapito di qualche caduta di tono. Non ci sono brutte canzoni in GIRL, questo sia chiaro, ma fatica davvero a reggere come album. Assomiglia a un compitino R&B fatto bene con la mission di finire anche in più case di bianchi possibili. Collaborazioni strillate in copertina (Justin Timberlake, Alicia Keys e -ovviamente- Daft Punk) sollevano un gran polverone di aspettative ma non ci riescono con le sorti generali di un disco poco più che sufficiente. 
Diciamo subito che Marilyn Monroe sapientemente in apertura, è un altro pezzone pop che probabilmente finiremo per ballare nelle prime notti tiepide di primavera e diciamo anche che, prese singolarmente, anche le altre canzoni hanno un certo potenziale commerciale ma il tutto si ferma a questo e l’interesse si affievolisce nell’ascolto globale. A partire proprio da Brand New che si sviluppa stancamente su un tessuto fintamente Soul e che finisce per non far onore nemmeno al comprimario Justin Timberlake, fino alla conclusiva It Girl che strizza l’occhio al Marvin Gaye di fine carriera addensandolo di una compressione di gusto princeiano ma lontana anni luce sia da Marvin che da Prince.
I brani sono tutti piuttosto simili tra loro e finiscono per rendere l’ascolto vagamente noioso. Caratteristica che, per un disco pop volto al puro intrattenimento, si trasforma nel peggiore dei difetti. E a nulla servono i cameo illustri che finiscono col diventare impercettibili se non, come nel caso dei Daft Punk (Gust Of Wind), addirittura machiettistici.
Quello che appare è che il disco sia stato confezionato un po’ troppo in fretta, per godere del momento propizio dovuto alla enorme visibilità di Pharrell, e che non abbia avuto sufficiente dedizione per diventare la bomba pop che avremmo sperato quando Happy cominciò a passare alla radio.
Poi, certo, Williams è pur sempre un ex N*E*R*D, con la produzione ci sa fare ma, anche in quel contesto, GIRL sembra un po’ telefonato. Il duetto con Alicia Keys, per esempio, fa un tentativo per cambiare un po’ aria e macchiarsi dei ritmi in levare del Reggae ma… dopo due misure ce ne siamo già dimenticati, ripiombando nell’inespressività generale dell’album. Dispiace un po’: potevamo avere un capolavoro ed abbiamo solo un discreto album dance.

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