Etichetta: Volume Up
Tracce: 10 – Durata: 26:34
Genere: Pop Rock, Cantautori
Voto: 6/10

Sul filone del cantautorato rock, tra Appino, Gaetano, Capovilla, Camerini, Dente e Bugo, si muove anche Manuel Bonzi, dietro lo pseudonimo Il Re Tarantola: testi ficcanti, ironici e diretti su un rock asciutto e apparentemente semplice con l’unica, nobile, pretesa di essere facilmente comprensibile. 
Non è difficile, infatti, capire al primo ascolto cosa Bonzi vuole comunicare: usa un metodo che potremmo definire “da cantastorie”, scegliendo parole semplici, come fosse seduto al tavolo di un bar con un bicchiere di rosso davanti. Il nostro tabacco sa d’amore, come si evince dal titolo, si presenta come ideale “volume due” del precedente Il nostro amore sa di tabacco e, sulla stessa linea, presenta dieci canzoni imparate sui dischi dei Violent Femmes o dei Lemonheads ma che fanno un po’ fatica a rimanere impresse a causa di una certa esagerata linearità espositiva. Manuel applica ad ognuno dei brani lo stesso metodo interpretativo, con una cadenza un tantino monocorde. Gli arrangiamenti sono elementari e piuttosto interessanti ma non hanno mai il punto di rottura nel momento giusto, passando un po’ da un orecchio all’altro nonostante un’interessante capacità di mettere assieme le parole per affrontare temi moderni e attuali, con implicazioni nella “società della Rete” ma anche in  ambiti sociali e di denuncia, sia pure trattati con leggerezza e divertimento. 
Insomma, forse se Il Re Tarantola diventasse una band, con collaborazioni in grado di ampliare la struttura armonica e mettere quello “sprint” necessario alle canzoni per entrare nel cervello e rimanerci, potremmo aver trovato un piccolo gioiellino. La realtà è che, sebbene ci siano parecchi germi di ottimo Rock’n’Roll e i testi siano davvero molto ben assestati, al disco manca qualcosa che sembra proprio dietro l’angolo e sono certo che Bonzi, appena svolterà, saprà farci saltare sulla sedia

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