Etichetta: Columbia
Tracce: 11 – Durata: 45:46
Genere: Pop
Voto: 5/10

Broken Bells è il marchio dietro il quale hanno unito le forze James Mercer (The Shins) e Brian Burton (alias Danger Mouse) per un album del 2010 che, nelle intenzioni iniziali, sarebbe dovuto rimanere un episodio isolato. Il ritorno sul luogo del delitto, quattro anni più tardi, genera questo After The Disco che lascia un po’ indifferenti, più che altro per la qualità alla quale ci hanno abituato, nelle rispettive carriere, i due nomi coinvolti.
Ciò detto, l’album non è proprio una schifezza ma si configura come un episodio di canzonette ready-made piuttosto esili, infarcite di richiami illustri (dai Beatles ai Tears For Fears, passando dai Bee Gees) ma senza un reale ruolo nel panorama pop internazionale. Come esperimento, somiglia a quello tentato anni fa da Johnny Marr e Bernard Sumner con gli Electronic (e fallito più o meno per le stesse ragioni): un album di musica leggera realizzato senza seguire pedissequamente le regole imposte dal mercato con un modus operandi che, generalmente, produce piccoli gioielli easy listening ma che stavolta rischia di mordersi la coda a causa di un investimento del minimo indispensabile, al netto di qualsiasi rischio.

Apparentemente è un lavoro che i due comprimari hanno realizzato in totale relax, divertendosi anche parecchio, ma non giunge mai a compimento tradendo, al contrario, un certo manierismo. I due si lanciano sulla fiamma della disco anni ’70 riaccesa dai Daft Punk (After The Disco) e azzardano atmosfere lennoniane fuori registro (Lazy Wonderland) già ascoltate, negli ultimi anni, da un coacervo di band britanniche, tutte generalmente più convincenti.
In linea generale l’album è piuttosto discontinuo e i momenti piacevoli (Perfect World e Leave it Alone, per citare due tra i più efficaci) rimangono troppo spesso soffocati dall’elevato minutaggio dedicato ai riempitivi.
Sembra un album un po’ buttato lì, senza particolare cura del progetto, messo insieme raccogliendo un po’ di scarti di discografia e combinandolo alla meglio grazie alle indiscutibili doti da produttore di Danger Mouse. Francamente è un po’ poco

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