Artista: Peter Hammill
Etichetta: Charisma
Anno: 1979

Nonostante il titolo, PH7 è l’ottavo disco solista della sterminata discografia di Peter Hammill. Sebbene sia difficile scegliere un titolo rappresentativo della sua opera, PH7 merita un po’ di attenzione grazie alla sua immensa spinta sperimentale, inversa, per così dire, a quella dell’album precedente, il più tradizionale The Future Now. Eppure, per entrambi questi dischi Hammill lavora quasi allo stesso modo, registrando tutto in solitudine, con la complicità di Graham Smith al violino e David Jackson al sassofono. In PH7, del 1979, c’è una decisa virata sperimentale che segna una netta linea di demarcazione nella discografia di Hammill, lasciando definitivamente al palo tutte le digressioni Progressive dei suoi Van Der Graaf Generator ed avvicinandosi agli ambienti di ricerca sonora permessi dal proliferare di strumentazione elettronica che in quegli anni si faceva sempre più sofisticata.
In apertura Hammill mette la canzone più tradizionale, My Favourite, ballata romantica e piuttosto pop che nasconde la reale natura dell’album, per poi lanciarsi in esperimenti di grande innovazione che permisero alla sua vocalità di diventare un esempio per molti interpreti della nascente scena New Wave. Careering è una canzone magnificamente assemblata, con la ritmica elettronica che sorregge una chitarra elettrica asciutta e schizoide e che evolve in un numero rumorista a dir poco geniale, fatto di disturbi, ammorbiditi da stranianti armonie vocali e sonorità modernissime. Su tutto la voce di Peter che mostra, in quattro minuti, tutta la sua gamma espressiva. 
Porton Down è un altro numero eccellente, sempre impiantato su una ritmica elettronica, dove sguisciano alcuni sintetizzatori e una chitarra trattata su un testo che racconta degli esperimenti di un centro di ricerca militare del Wiltshire cui fa riferimento il titolo.
Hammill era nel suo periodo di maggiore creatività e lo dimostrano le molteplici influenze che giunsero tra le canzoni dell’album: Mirror Images è un brano scritto per i Van Der Graaf che venne inciso dalla band solamente molti anni più tardi nel disco Vital. La versione in studio è sicuramente più asciutta e coraggiosa e sembra davvero un’altra cosa rispetto a quella realizzata con il gruppo. Not For Keith è una sentita canzone scritta come estremo saluto a Keith Ellis, ex VDGG scomparso pochi mesi prima, mentre Imperial Walls mette in musica un poema inglese dell’ottavo secolo (The Ruin). 
PH7 è, ancora oggi, un disco molto vitale, che risente certamente di qualche segno del tempo ma che illustra alla perfezione la straordinaria sensibilità artistica di uno dei più influenti autori della scena pop britannica. 
Nel 2006 uscì la prima edizione in digitale, con una versione rimasterizzata su CD, che comprendeva anche alcune tracce aggiuntive: Polaroid (fino ad allora inclusa solo nella versione canadese dell’LP) e due registrazioni effettuate alla BBC per lo storico show di John Peel ( due versioni alternative di Mr X (Gets Tense) e Faculty X).

 

PETER HAMMILL: PH7
The Famous Charisma Label 9124 044 (P) 1979

Tracking List:

SIDE A:

  1. “My Favourite”
  2. “Careering”
  3. “Porton Down”
  4. “Mirror Images”
  5. “Handicap and Equality”
  6. “Not For Keith”
  7. “Polaroid” (solo edizione canadese)

SIDE B:

  1. “The Old School Tie”
  2. “Time For A Change” (Chris Judge Smith, Steve Robshaw)
  3. “Imperial Walls”
  4. “Mr X (Gets Tense)”
  5. “Faculty X”

Tutti i brani sono scritti da Peter Hammill, eccetto  Time For A Change di Chris Judge Smith Steve Robshaw.
Produzione di Peter Hammill.
Edizioni Static Music/Chappel Music Ltd., eccetto Time For A Change (Jivin’ Bros. Ltd.)

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