Etichetta: Soffici Dischi
Tracce: 9 – Durata: 32:56
Genere: Rock Blues, Italiana
Voto: 7/10

Mario Caruso (voce, chitarra e basso) e Nicola Cigolini (voce e batteria) sono i Samcro, duo aretino nato poco più di un anno fa “tra birre e cheeseburger”, come recita la loro cartella stampa.  Appassionati di quel neo-Blues portato nel Vecchio Continente da band come The White Stripes e The Black Keys, i due giovani provano con l’esordio Terrestre a esprimersi proprio con quel linguaggio applicandovi un’italianità davvero convincente. E infatti, se è difficile essere bluesman credibili nascendo ad Arezzo nel bel mezzo del benessere nazionale, non è escluso che si possa trovare una via per esprimersi secondo gli insegnamenti delle proprie muse anche trasportando quei sapori nel bel mezzo delle nostre pianure, per provare l’effetto che fa un riff rubacchiato a Muddy Waters suonato sul bagnasciuga tirrenico. C’è una giusta dose di rabbia e anche molta ironia, che sono due elementi che assieme stanno sempre una bellezza e poi c’è entusiasmo ed energia ed anche un certo physique du role che sicuramente li aiuterà nei concerti.
L’album scorre con estrema facilità e convince proprio per la commistione di sapori, sempre in bilico tra Jumbalaya e Pizza, fatti con riff di chitarra rozzi e tonanti sui quali ben si adagiano parole semplici, immediate e franche.
Non c’è quasi mai intenzione filologica nelle canzoni di Terrestre quanto, piuttosto, una malcelata riverenza per un genere che ti prende al cuore e che, quando ti prende, entra in circolo e non ti molla più.
Samcro sono forse il più plausibile power duo italiano, con una forza che si concretizza nella totale assenza di un piano strategico. Questa è la musica che piace a Mario e Nicola e sembra non possano esimersi dall’interpretarla. E l’interpretazione è così efficace che si perdona loro anche qualche piccolo difetto al punto che, nell’insieme generale, ci appare come componente imprescindibile dell’opera.

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