Etichetta: Secretly Canadian
Tracce: 10 – Durata: 60:22
Genere: Dream Rock
Voto: 3/10

Riuscite a immaginare i Roxy Music se avessero avuto Bob Dylan al posto di Bryan Ferry? Eh, lo so, anche con la più fervida immaginazione è difficile ma, tranquilli: sono arrivati The War on Drugs!
Riuscite a immaginare i Dire Straits se avessero avuto Tom Petty al posto di  Mark Knopfler? Già, compito altrettanto arduo ma, anche stavolta, ad aiutarvi ci sono The War on Drugs. Riuscite, infine, a trovare qualcosa di positivo nel risultato della vostra immaginazione, se dovesse palesarsi alle vostre orecchie un disco che la evochi così perfettamente? Se la risposta è no, siete in linea con chi scrive, che trova Lost in The Dream un disco di una inutilità pressoché urtante, frutto di una prosopopea sonora senza alcuna giustificazione.
Brani di durata sempre eccessiva (perfino il brano più breve dell’album The Haunting Idle, 3:09, appare infinito) al servizio di nessuna invenzione, l’incarnazione totale della peggior commistione tra il rock sinfonico d’un tempo con il mainstream meno interessante. Qualcosa che sembra nato per riempire gli stadi e la bocca di sedicenti intenditori che poi si ritrovano gli scaffali pieni di dischi di Vasco Rossi e Coldplay.
Un lavoro di pochissimo spessore travestito con un prestigio tutto fittizio che fa davvero fatica a impressionare. Quasi tutto è sbagliato, dall’uso smodato dei tappeti di tastiera agli eccessi di produzione tanto sulla voce solista che sulle invadentissime chitarre. L’effetto è colloso e debordante e assomiglia a un barattolo di melassa messo al microonde. Non c’è un suono che emerga, tutto è soffocato in un batuffolo di glassa inacidita dal tempo.
Produrre dischi come questo rappresenta una delle peggiori minacce al nostro pianeta: troppa plastica inutile che inquina e infastidisce.

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