Etichetta: Cosecomuni
Tracce: 10 – Durata: 41:53
Genere: Pop Rock
Voto: 7/10

Velvet sono una band con una storia lunga ormai tredici anni che in tutto questo tempo ha lavorato molto per sviluppare una sonorità davvero sopraffina, con un buon gusto musicale e una conoscenza della materia piuttosto spiccata (come sa bene chi segue Pier Ferrantini, il cantante della band, durante le sue scorribande radiofoniche su Radio2). E infatti Storie è un disco davvero ben realizzato, che non vuole togliere alla band l’appeal pop che la contraddistingue fin dagli esordi ma cerca (e trova) un modulo di scrittura piuttosto originale, in grado di esporre sonorità internazionali che riescono a pochi eletti nel nostro Paese. 
Emancipati da qualche anno dalla discografia maggiore, i Velvet hanno saputo creare un piccolo e prestigioso laboratorio indipendente nel quale riescono ad esprimersi in totale autonomia realizzando musica di elegante orecchiabilità senza essere mai sciocchi. Guardano a Muse e a Verdena (dei quali riprendono Muori Delay ma solo nell’edizione per Deezer) e a volte si sente nettamente tutta l’ammirazione che provano per i Subsonica ma, in generale, nelle loro canzoni si respira soprattutto tutta la loro inconfondibile cifra stilistica. 
Purtroppo a causa di alcune partecipazioni al Festival di Sanremo, congiuntamente ai successi giovanili che i puristi faticano inspiegabilmente a perdonare (e che invece dovrebbero riascoltare per capire che c’era molto stile anche in Boy Band), la band deve continuamente combattere col pregiudizio di chi non riesce a convincersi del loro valore. Pe noi, che invece sappiamo guardare oltre, la loro proposta rimane tra le migliori in Italia e il loro nuovo disco non è che la più recente conferma. Con ospiti illustri come Federico Dragogna dei Ministri (Una vita diversa) e la tromba di Fabrizio Bosso (Scrivimi quello che fai), Storie è uno dei più bei prodotti italiani degli ultimi anni. Fatevene una ragione.

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