Etichetta: Friends of Friends
Tracce: 12 – Durata: 35:57
Genere: Elettronica, Minimal
Voto: 8/10

Sasha Perera, dietro al moniker Perera Elsewhere, licenzia un album dal titolo Elverlast nel quale raccoglie i frutti seminati con molte delle esperienze fatte sia come DJ (Mother Perera) che come band-leader dei Jahcoozi.
E i frutti, miei cari, sono davvero buonissimi, capaci di evocare moltissime derive della musica elettronica tonale degli ultimi decenni, abbellite da un gusto prezioso per il suono.
Cingalese di origine, Berlinese d’adozione e pubblicata da una label americana, Perera fa una world music efficacissima, condensando il gusto della minimal techno più stralunata (da Modeselektor a Sumach Ecks, AKA Gonjasufi, con cui offre un singolare duetto nel pezzo Giddy), con un retrogusto Blues d’avanguardia all’incrocio tra i Portishead di 3 e i CAN di Tago Mago

Sapori che arrivano da tutto il mondo si mescolano in un lavoro coeso e lineare, che non dimentica mai la componente armonica ottenuta da una scrittura leggera e intelligente che mescola le poliritmie africane con le sequenze digitali del kraut-rock e un gusto lo-fi con un fondo spettrale di perfezione maniacale.
La voce si muove insistente sulle tracce sonore, portando un’atmosfera Soul ai confini della realtà, dove non è difficile immaginare Robot primordiali fatti di latta che socializzano con microchip evolutissimi che imparano da David Sylvian (ma anche da Tom Waits) il gusto per atmosfere fumose e malate, in grado di umanizzare anche la più sterile delle loop machine.
Un disco molto interessante, di quelli che sfuggono ai clamori dello stardom ma che, proprio per questo, non dovrebbe sfuggire a chi cerca qualità e invenzione.

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