Dieci anni fa, il 10 giugno del 2004, moriva Ray Charles, uno dei più importanti innovatori della musica leggera, così come siamo abituati a conoscerla oggi. Cieco dall’età di sei anni, quando fu colpito da un glaucoma, arrivò al clamore del grande pubblico nel 1960 con la cover di un vecchio brano anni ’30 dedicato alla Georgia, dove era nato (Georgia on my Mind). Due anni più tardi incise l’istant classic I Can’t Stop Loving You che fu il suo primo Numero Uno in classifica e da quel giorno il suo successo non si placò più, con oltre 30 dischi arrivati nella top 10 americana e ben 13 Grammy Award. Nel 2005, poco dopo la sua scomparsa, uscì il film Ray, biopic interpretato da uno straordinario Jamie Foxx al quale Charles collaborò fino agli ultimi giorni di vita. Pochi mesi dopo la sua scomparsa, oltre al film (diretto da Taylor Hackford) uscì anche il suo ultimo album (Genius Loves Company), una collezione di duetti registrati prima di morire con personaggi come Norah Jones, James Taylor, BB King, Van Morrison, Elton John e molti altri.
Grazie a una frase di Frank Sinatra, che lo definì l’unico vero genio del music business, era chiamato da tutti The Genius.
Ray Charles contribuì a inventare il Rhythm & Blues, mescolando il Gospel con il Blues, portando scompiglio tra i puristi e diventando uno dei più fondamentali autori della canzone moderna.

Ironico e divertente (come si evince dalla sua brillante partecipazione al film The Blues Brothers) sapeva scherzare del suo handicap, inventando spesso gag con il pubblico dei suoi concerti.
Si è sposato due volte ed ha avuto tre figli.
Un ricordo, in questo giorno gli è dovuto e, tra i suoi tanti successi, ne ho scelto uno che, per la mia formazione, è sempre stato tra i fondamentali: Hit The Road Jack.

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