Etichetta: La Tempesta
Tracce: 11 – Durata: 43:54
Genere: Pop Rock
Voto: 9/10

Scegliendo di emanciparsi da un passato tanto interessante quanto ingombrante, Pierpaolo Capovilla affronta il suo esordio solista in un modo a dir poco sorprendente.
Pur mantenendosi vagamente in linea col percorso fino ad ora fatto, in particolare quello riferito agli ultimi episodi del Teatro Degli Orrori, Obtorto Collo è un disco nel quale l’autore sceglie di mettere definitivamente in luce la sua brillante vena creativa, limando gli eccessi spigolosi che eravamo abituati a ricevere dalla sua musica. Volendo chiamarla “virata mainstream” non andremmo troppo lontani dalla realtà e il disco sembra perfetto per un salto di carriera nella maniera più esteticamente vicina alla natura di un autore che riesce a confezionare un album a sua immagine, nonostante quello che il titolo vorrebbe indurci a pensare (Obtorto collo è una locuzione latina che identifica l’accettazione di imposizioni esterne inevitabili, vicina all’italiano malvolentieri).
Se le canzoni del disco hanno un difetto, è unicamente quello di soffrire un po’ del carisma (se preferite chiamatelo autocompiacimento) di Capovilla ma, quando la qualità è così alta, davvero è impossibile rimanere indifferenti. La personalità di un autore così attento e coraggioso vince su qualsiasi fronte, incluso quello della responsabilità di affrontare qualcosa che ha finito inevitabilmente per scontentare buona parte dei fans. 
La realtà è proprio che Obtorto Collo non ha praticamente difetti e il suo autore lo scioglie nell’acido della sua debordante personalità per riconsegnarcelo integerrimo e struggente, imbastendo i testi in maniera sublime, diventando il paradigma di un cantautorato alternativo di cui, oggi, è sicuramente uno dei più influenti esponenti.
Gli arrangiamenti (complice Paki Zennaro lo stesso col quale realizzò l’installazione del reading La religione del mio tempo di Pierpaolo Pasolini) sono piccoli esercizi di pop alto che riescono a citare con indifferenza gli insegnamenti di Tom Waits, Scott Walker e Nick Cave ma aggiungendo quel tocco di italianità che lo addomesticano a favore di chi ancora non conosce le sue canzoni. Immaginare il singolo Dove vai interpretato da Noemi, per esempio, è un esercizio che ci aiuta a comprendere le potenzialità da airplay di una canzone pop esemplare… se solo Noemi imparasse a scegliere gli autori!
Su valzerini in stile Jacques Brel (Quando) e rumbe malandate rubacchiate a Tom Waits (Invitami), Pierpaolo Capovilla installa racconti emozionanti, scuotendo la sensibilità dell’ascoltatore in un modo che è difficile immaginare più vivo e centrato, interpretando personaggi in maniera credibile e profonda.
Un grande parterre di musicisti, infine (Zeno DeRossi, Vincenzo VasiFabio Rondanini, Davide Rossi e Guglielmo Pagnozzi, per citarne solo alcuni), è stato chiamato a rendere Obtorto Collo un lavoro di inestimabile qualità anche nella sua forma musicale. Allo zoccolo duro dei suoi estimatori non è piaciuto un granché. Pazienza: mi sembra l’occasione perfetta per trovarne di nuovi.

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