Artista: The Rolling Stones
Etichetta: Rolling Stones Records / EMI
Anno: 1978

Quando uscì Some Girls, nel 1978, i trucchetti da marketing erano agli albori. Cioè, non che non se ne abusasse in abbondanza già allora ma, diciamo, potevano permetterselo solo nomi di un certo livello, le cui case editrici riuscissero a gestire economicamente strategie piuttosto costose.
La copertina del 19° album di The Rolling Stones, una magnifica opera dell’artista Peter Corriston, è un complessa illustrazione che in origine raffigurava le facce dei membri del gruppo in mezzo a quelle di molti famosi personaggi femminili ai quali venivano applicate delle parrucche attraverso la sovraccoperta illustrata e fustellata. Tra le star c’erano anche  Lucille Ball, Farrah Fawcett, Judy Garland, Raquel Welch e Marilyn Monroe che, in prima persona o per mezzo di figli ed eredi, non persero tempo ad intentare causa alla band per aver utilizzato le immagini senza chiedere l’autorizzazione. Causa che la band perse, costringendoli a ritirare le copie già sul mercato e a modificare la copertina. Nella versione successiva, quella rimasta sugli scaffali fino ai giorni nostri, tutti i volti delle celebrità furono rimpiazzati da altre foto degli Stones e da alcuni “segnaposto” anonimi.
In verità esiste anche un’edizione (ancora più rara), in cui al posto delle celebrità apparivano volti disegnati, presi da un catalogo di acconciature anni 50.
Non si sa se sia questo il motivo (e forse le canzoni contenute avevano una certa rilevanza) ma Some Girls è ancora oggi il disco più venduto dell’intera discografia degli Stones nonostante fosse uscito in un periodo in cui , soprattutto in Inghilterra, si guardava con sospetto e sufficienza alle band del passato definite dinosauri senza più nulla da dire.
Il disco è frutto principalmente dell’estro di Mick Jagger e potrebbe essere considerato come una sua opera solista alla quale hanno collaborato gli altri membri del gruppo in veste di session-men. Keith Richards, che come di consueto appare tra gli autori delle canzoni pur senza esserne realmente l’autore, era nel pieno di uno dei suoi peggiori periodi da tossicodipendente e al disco ha contribuito in maniera marginale, suonando al meglio la sua chitarra e lasciando maggiore spazio al collega Ron Wood.
Molte canzoni cercano (ingenuamente) di avvicinarsi al linguaggio dei giovani punk-rockers (Respectable, When the Whip Comes Down, Lies…) nascondendo più che altro un perfetto mix di scuola Stones, addizionata di adrenalina e peperoncino. Il brano che porterà l’album ai secoli futuri è comunque Miss You, che Jagger compose dopo la sua infatuazione per la musica Disco avvenuta nelle frequentazioni dei club in voga nella New York di quei tempi. Il ritmo funk del brano (uscito anche su 45 giri) permise agli Stones di entrare nelle scalette dei disc-jockey di tutto il mondo ottenendo in cambio un riscontro notevole nelle Top-10 sia dei singoli che degli Album. A causa di ciò, le critiche a Some Girls erano tutte piuttosto inferocite e le recensioni che parlavano di The Rolling Stones come di una band al capolinea, nascondevano una sensazione di tradimento per una svolta pop così smaccata. La storia ci insegna che la ragione stava dalla parte del gruppo che, 33 anni dopo, non solo è ancora in pista ma suona Miss You nel momento topico del concerto.
Altre polemiche furono scatenate dal testo di Some Girls, la title track, a causa di alcuni versi razzisti e maschilisti. In effetti la frase Black girls just wanna get fucked all night non è un capolavoro di correttezza ed eleganza ma può essere considerata come un’altra di quelle piccole particolarità che rendono quel disco un punto di svolta.
Some Girls fu il primo album degli Stones ad uscire sotto l’egida della EMI e la band, che firmò un contratto stratosferico, scelse di registrarlo ai leggendari studi francesi della casa discografica (Pathé Marconi). Dalle session furono estratte circa quaranta canzoni ma nel disco ne finirono solamente dieci, di cui nove originali ed una cover dei Temptations (Just my Imagination). Molte delle altre vennero utilizzate nelle track-list dei due album successivi (Emotional Rescue e Tattoo You) mentre atre rimasero inedite fino a due anni fa quando la EMI, pensando di sfruttare il momento propizio per le riedizioni storiche, ha pubblicato sotto Natale la versione DeLuxe dell’album.
Solite tremila versioni (CD, Vinile, DD, Cilindro di cera, MiniDisc, DAT, Cassetta e Stereo8) soliti prezzi esagerati a danno dei soliti collezionisti.
Se non avete a casa una copia di Some Girls e non potete più farne a meno, cercate l’edizione rimasterizzata nel 1994 dalla Virgin. Probabilmente la migliore mai uscita e che, temo, sarà difficile trovare sugli scaffali dei negozi per far posto all’ingombrante nuova edizione. Meglio cercare nell’usato.