Etichetta: Rabid
Tracce: 8 – Durata: 44:30
Genere: Remix, Pop, Elettronica, Dance
Voto: 6/10

Estate, tempo di spensieratezza e notti all’aperto. Deve essere questa la cosa venuta in mente ai fratelli Dreijer quando hanno deciso di mettere in commercio Shaken-Up Versions: un disco che appare come qualcosa di più stuzzicante di un normale Greatest Hits.
Forti dell’ascendente che hanno da sempre sul pubblico dei DanceClub, The Knife hanno fatto un po’ di prove, realizzando nuove versioni dei loro brani durante una tappa del loro recente tour, da cui è scattata l’idea di rimettere sul banco otto pezzi del loro repertorio per farne degli  editing extended, perfetti per le sale da ballo.

L’intenzione non è male e il “tiro” di queste Versions è davvero modernissimo, con sonorità che pescano dai mondi più innovativi dell’elettronica attuale e che riescono a infiltrarsi tanto nelle consolle newyorkesi quanto in quelle berlinesi, affrontando con orgoglio i mondi più attenti alla Club Culture d’oggidì. 
Le canzoni spaziano nell’intero repertorio del duo e affrontano nuove vestizioni da cult-classic per brani come Got 2 Let U del 2002, Pass This on del 2003, We Share Our Mothers’ Health del 2006 e la recente Stay Out Here dello scorso anno. 
Tolto dalle casse delle discoteche e messo a suonare tra le mura domestiche, però, l’album perde buona parte del suo fascino e, a volerla dire tutta, anche del suo senso. I brani sono tutti (evidentemente) molto lunghi e ognuno segue le regole inevitabili della “battuta prima di tutto”.
Perfetto per risolvere la scaletta di ogni buon disc-jockey, Shaken-Up Versions appare principalmente come un numero di catalogo di transizione, sicuramente inferiore agli standard di The Knife, e che deve essere preso principalmente come un divertissement. È evidente che l’intenzione era quella di ottenere il miglior risultato con il minimo sforzo, per rendere pubblico un lavoro che permetta loro di lavorare al disco nuovo senza pressioni editoriali. In questo senso, l’operazione è riuscita: dimostra che anche i Dreijer sanno divertirsi e lo fanno presentandosi in questa forma bislacca e obliqua. Preso così, è un lavoro piacevole. Per tutto il resto, aspettiamo il prossimo album.

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