45 anni fa, il 3 luglio dl 1969, moriva Brian Jones. Aveva 25 anni ed era una star da quando ne aveva 20 ed aveva fondato la band The Rolling Stones.
Lewis Brian Hopkin Jones nacque durante la seconda guerra mondiale da due genitori che gli trasmisero la passione per la musica, ambito nel quale entrambi militavano come insegnante di pianoforte la madre Louisa Beatrice e come musicista il padre Lewis Blount.
Negli anni della scuola cominciò a interessarsi al Jazz, con una particolare passione per la musica di Charlie Parker tale da convincere i genitori a comparagli un sassofono che imparò a suonare piuttosto in fretta. Sul finire degli anni ’50, per il suo diciassettesimo compleanno, ricevette in regalo la chitarra folk che avrebbe segnato il suo futuro.
Bravissimo studente, uscì da ogni anno scolastico con il massimo dei voti fino a quando non fu costretto ad abbandonare a causa di una vicenda sentimentale burrascosa con la sedicenne Valerie che lo rese padre per la prima volta (lei era di quattro mesi più giovane di Brian, il quale la incoraggiò ad abortire. Dopo questa occasione ella non volle avere più contatti col ragazzo, decidendo di avere il bambino e di darlo in adozione. Il bambino fu chiamato Simon e venne affidato a una coppia infertile poco dopo la sua nascita*).
Dopo questa vicenda, Brian cominciò a vagare per il nord Europa, vivendo di espedienti, per ritornare a Londra solo molti mesi più tardi, dopo l’estate. Nei due anni successivi, prima di incontrare Jagger e Richards, ebbe altri due figli, di cui uno nato dalla relazione con una donna sposata.
Finalmente, nel 1962, incontra i Glimmer Twins e con loro inventa una delle band più influenti dell’intero panorama della musica giovanile. Coi Rolling Stones, nel giro di un anno, diventa un musicista professionista, un idolo dei giovani, un sex simbol e un’icona per molti ragazzi che iniziavano ad avvicinarsi alla musica grazie al suo talento.
La sua personalità debordante lo porterà a una vita di eccessi ma alcol, droga e stravizi  finiranno per farlo allontanare progressivamente dalla band. Già alla fine del 1966 Brian collaborava in maniera marginale, mancando sempre più spesso alle sedute di registrazione e mettendo l’attività da Rolling Stone sempre più in secondo piano.
L’inizio della fine fu segnato da un altro episodio personale del marzo del 1967 quando la fidanzata Anita lo tradì con Keith Richards. Fu una rottura dolorosa e, anche se il film di Jean-Luc Godard One Plus One (che racconta la nascita del brano Sympathy For The Devil) mostra i due chitarristi ancora molto affiatati, appare piuttosto evidente che Brian Jones non sarebbe rimasto a lungo nella band. Era già da un’altra parte, ormai poco interessato al Rock’n’Roll degli Stones, incuriosito dal Blues di Muddy Waters, dal Folk di Bob Dylan e, in generale, dalle nuove tendenze provenienti dagli Stati Uniti.
I Rolling Stones erano sempre più decisi a escluderlo e quando pronti per partire per un tour americano dovettero desistere a causa dell’ennesimo arresto di Jones per cause legate alla tossicodipendenza, cominciarono a prendere in considerazione di proseguire senza di lui.
Brian Jones era, in realtà, depresso. Soffriva nel condurre un’esistenza più grande di lui. Spesso arrivava in sala di registrazione ma non riusciva a suonare, stava in un angolo con gli occhi vuoti, talvolta piangeva e metteva in imbarazzo i colleghi. Nel giugno del 1969 Jagger, Richards e Charlie Watts andarono a trovarlo e gli comunicarono la decisione di escluderlo dai Rolling Stones.
La band ingaggiò al suo posto Mick Taylor (già nei Bluesbreakers di John Mayall) e Brian si ritirò presso la sua abitazione nel Sussex spargendo la voce di voler mettere in piedi un nuovo gruppo. Aveva in mente di coinvolgere personaggi molto interessanti della scena dell’epoca come Alexis Corner, Mitch Mitchell, Ian Stewart ma, come la storia insegna, intorno alla mezzanotte del 3 luglio 1969, qualsiasi progetto diventò vano. Jones fu trovato immobile sul fondo della sua piscina da Anna Wohlin, la sua fidanzata, e fu dichiarato morto all’arrivo dei soccorsi sul posto. Anna ha dichiarato per anni di essere certa che fosse ancora vivo quando lo tolsero dall’acqua, insistendo sul fatto che ne sentiva ancora il polso. La “Morte per incidente” dichiarata dal medico legale, venne sicuramente agevolata  dall’abuso di alcool e droghe che avevano pesantemente compromesso il fegato e il cuore di Jones.

*Wikipedia

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=r8qaKtAu8HA%5D