Artista: RADAR
Etichetta: WEA
Anno: 1982

Questo disco, del 1982, rappresenta una piccola gemma perduta di quella discografia italiana coraggiosa che, nei primi anni ’80, cercava di emanciparsi da una fossilizzazione sonora che faticava a trovare sbocchi di aggiornamento.
RADAR erano una formazione veronese che faceva capo a Nicola Salerno, fratello di Nini all’epoca in forza ai Gatti di Vicolo Miracoli, che aveva creato una band innovativa in grado di abbinare l’eleganza dei suoni elettronici a testi ironici e caustici, tutti in italiano e computati in elegante metrica.
L’avventura dei RADAR, come quella di molte altre band coraggiose, dovette scontrarsi con la difficile gestione di una grande casa discografica (la WEA) che forse non aveva la capacità di comprenderne le reali possibilità. 
Per noi giovani veronesi dell’epoca, questo disco rappresentò qualcosa di stupefacente: una delle nostre band era riuscita a produrre un album perfettamente in linea coi tempi ed era riuscita a pubblicarlo su WEA. Una specie di evento per un gruppo proveniente da una città di provincia: gli anni delle etichette indipendenti erano ancora lontani a venire e “IL” disco era davvero un punto di arrivo. 
Fecero anche parecchia promozione TV, passando per Domenica In, Disco Ring, Saint Vincent e altre trasmissioni ma, chissà come mai, il successo vero non arrivò mai. Erano troppo avanti? Troppo “diversi”? Ascoltandolo oggi sembra quasi incredibile: le dieci canzoni del pacchetto sono ancora freschissime e divertenti. Battiato, a voler ben guardare, si muoveva nelle posizioni alte della classifica con prodotti di questo identico livello. Forse mancava una certa dose di “personalizzazione”, laddove i testi, anziché parlare di cuori infranti o robot (vera ossessione della canzonetta di quel periodo), si arrampicavano su territori più grotteschi, intelligentemente intellettuali, con citazioni futuriste e colte. Impossibile rimanere indifferenti al concetto di Zona Endoten, che illustra quel drammatico passaggio nella vita di un uomo in cui i capelli cominciano a diradarsi, segnando il giro di boa verso la maturità. E che dire di quei Ritornelli Pedanti di cui siamo stati tutti vittima almeno una volta nella vita? Canzonette che ti si infilano in testa la mattina mentre ti fai la barba e che ti rimangono in mente per tutta la giornata costringendoti a fischiettarle con imbarazzo nei momenti meno opportuni. Geniale! O anche Never Columella, che narra le vicende di un personaggio con nome e cognome improbabili parafrasati da quelli di una persona reale, trovata sull’elenco del telefono (e leggermente modificato per non offendere nessuno). Insomma, bastava arrivare qualche anno dopo (nemmeno troppi, in realtà) per essere almeno classificati “demenziali” ed ottenere un po’ della visibilità che avrebbero meritato.
Il loro album è sparito velocemente dalla circolazione, mai ristampato e, a quanto si sa, non sono stati conservati i master dopo il cambio di gestione della Warner italiana. 
Prodotto da Mike Vicino, RADAR offre parecchi spunti interessanti e, assieme a qualche ingenuità (tipo il tentativo di riprodurre la sonorità dei Talking Heads per il brano Mi Rifiuto), metteva in scena un lavoro in linea con le produzioni dell’epoca. La WEA realizzò anche due videoclip (cosa piuttosto rara nel 1982), andati persi anch’essi.
Salerno, qualche tempo fa, si è preso la briga di recuperare l’album (da una copia su cassetta) realizzando un CD che conteneva una sorta di remaster del disco originale con ben dieci brani extra tra DEMO e provini destinati a un secondo album che non venne mai realizzato e che, secondo il gruppo, avrebbe dovuto andare su direzioni più disco-glam, sull’onda dei Duran Duran. Sfortunatamente alla WEA nessuno aveva idea di chi fossero ‘sti Duran Duran e l’idea venne bocciata senza repliche.
Un CD, questo, che è rimasto un’operazione “amatoriale” destinata a pochi amici e che, secondo me andrebbe pubblicato (se qualche etichetta indie lungimirante vuole intendere…).
Come consolazione rimane la possibilità di ascoltare i pezzi attraverso i “filmati” che qualche appassionato ha caricato su YouTube. Non è molto ma… potete farvi un’idea piuttosto chiara di quel lavoro. Qui in calce ne metto alcuni. 
Salerno, negli anni 90, s’è preso le sue rivincite realizzando dischi con altre formazioni tra cui quella dei NAD (Niù Abdominaux Dangereux) con cui ha lasciato un segno nell’ambito della musica indipendente di quel decennio. NAD che oggi hanno pubblicato un nuovo album, a molti anni dal precedente, ricco di ospiti illustri e del quale vi parlerò nei prossimi giorni.

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http://www.youtube.com/watch?v=QA7zL_PPtao

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http://www.youtube.com/watch?v=IY81lLHo5WE

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http://www.youtube.com/watch?v=qdTeyK1VXmI