Etichetta: Autoproduzione
Tracce: 10 – Durata: 44:06
Genere: Elettronica, Post Rock, Pop Rock
Voto: 8/10

Le band italiane, da quando non esiste più una discografia di riferimento, fanno davvero una gran fatica ad emergere o anche semplicemente a farsi notare. Ed è un peccato perché in questo modo si rischia di non arrivare ad incontrare una formazione interessante come Dropeners. Si tratta di un quartetto di Ferrara dedito ad una musica Rock di impianto sperimentale che, se dovessimo proprio citare dei nomi per farci capire l’ambito, ci farebbero evocare Radiohead, Elbow, Mogwai e Blonde Redhead.
In The Middle non è nemmeno il loro primo album e dal 2008, anno di formazione, hanno lavorato alacremente alla produzione di altri due album e un EP e magari molti i noi non sapevano nemmeno della loro esistenza.
Certo, le influenze dichiarate si sentono tutte ma quando il risultato è così chiaro e delineato, diventa difficile vederle come dei limiti. Anche perché Dropeners di limiti se ne pongono davvero pochi ed osano, azzardano, insistono e ottengono un frutto che, nel solito mondo perfetto, sarebbe in testa alle classifiche di mezzo mondo. 
E fuori dall’Italia la band c’è andata spesso, frugando in mercati diversi da quelli classici a cui si pensa quando si parla di “estero”, suonando in festival greci e lavorando con artisti turchi che hanno regalato loro le opportunità che meritavano.
Questo disco, al pari degli altri tre, è in streaming su Bandcamp e vi consiglio di farci un giro e, possibilmente, scaricarlo (solo 4 euro!) per foraggiare il lavoro di una band che ci mette così tanto impegno. Gli altri titoli della discografia, per altro, sono in download gratuito, già che siete li…
Insomma, una volta tanto, date una possibilità alla musica di casa nostra. Rimarrete sorpresi da quanto alto sia il livello, si tratta della inequivocabile prova contraria da fornire a chi sostiene che per suonare questo genere noi italiani non siamo tagliati.