Etichetta: DiNotte Records / Bob Records
Tracce: 12 – Durata: 51:22
Genere: Rock, Blues, Country, Pholk
Voto: 8/10

Michele Bertoldi, meglio noto nell’ambiente come Michele Bombatomica, è un personaggio vero, uno che ha una passione viscerale per il blues più rozzo e crudele ma anche gli occhi (e le orecchie!) ben aperti sulla linea di condotta che quel genere ha saputo affrontare negli anni più recenti. Con la sua rodatissima Dirty Orchestra, nel suo nuovo (terzo) album dal titolo chilometrico quanto esplicativo Doomed, Out of Tune And in The Hands of a Madman, si prende la briga di rileggere un idolo come Hank Williams (Ramblin’ Man) e di portarlo nella provincia italiana, accompagnandolo con composizioni originali in grado di creare un mondo di bivacchi notturni in cui smaltire la sbronza. Un’operazione non facile che però sembra riuscirgli con una naturalezza disarmante. 
Il disco si perde in citazioni classiche, da Tom Waits (Hurts, Nonsense Song) a Leonard Cohen (Moon), da Neil Young (Burning) a Goran Bregovic (Pissing in The Wind) con un’attitudine che ricorda vagamente quella dei Leningrad Cowboys ma con una precisione esecutiva che lascia esterrefatti. 
Quella di questa Dirty Orchestra è una musica molto ben connotata, che sa dove vuole arrivare anche se il punto di partenza è a un oceano di distanza. Danze macabre, ambienti sanguinolenti e visioni da B-Movie creano un immaginario stupefacente a cui abbonarsi per una cinquantina di minuti. 
Una produzione di livello altissimo (curata da Matteo Bordin dei Mojomatics) impreziosisce il disco con un tiro davvero internazionale che fa di questi dodici episodi dei piccoli gioielli di Folk Rock disturbante e malinconico. Sarebbe davvero interessante se Michele provasse in futuro a cimentarsi con l’italiano: sono sicuro che l’effetto straniante che offre la sua musica arriverebbe a deflagrare. 
Per adesso ascoltiamolo in inglese, ché oltretutto ha anche una ottima pronuncia.

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