Fa strano che un agitatore dinamico, fervido, pieno di interessi e talento decida di abbandonare un’attività musicale nonostante l’inequivocabile livello di qualità con cui vi si è sempre applicato, eppure è proprio il passo che Umberto Palazzo ha deciso di fare nel corso del prossimo anno.
Basta, mi ritiro” sono state, in sostanza, le parole con cui ha avvisato il pubblico attraverso il suo profilo Facebook aggiungendo che “(…). E’ una decisione che non mi fa soffrire e che mi libera da un enorme peso, quello di propormi come frontman, cosa che ho sempre vissuto con un certo disagio…“.
Volendo andare un po’ più a fondo, l’ho contattato e gli ho chiesto un paio di cose:

J. Umberto, nelle tue parole su Facebook m’è sembrato di scorgere – tra le righe – che la decisione di mollare arrivi in qualche modo da una delusione. È così?

U.P. Arriva più che altro dalla constatazione del totale disinteresse del pubblico nei confronti di quello che faccio: alla pubblicazione di Mare Tranquillitatis non è seguita neanche una richiesta per un concerto estivo e non c’è nessuna agenzia disposta a seguirci. Lo stesso era successo per Canzoni della notte e della controra, il cui live era però più agile. Sono dischi in cui credo completamente ed è proprio perché sono convinto di aver fatto il miglior lavoro possibile che non posso che abbandonare il campo. 

J. Capisco. A me, comunque, continua a sembrare un po’ drastica come decisione. In fondo un artista non si esprime (solo) per avere consensi. Pensi che continuerai a fare musica? 

U.P. Non sono d’accordo, la musica è un fenomeno sociale e l’idea romantica dell’artista incompreso mi fa cagare. Comunque tenere insieme una band capace di fare un grande concerto richiede un impegno tale che, senza riscontri, non si può esigere da nessuno. Tenere lo standard qualitativo del Santo Niente non è uno scherzo, è faticoso, porta via tantissimo tempo e costa un sacco di soldi. Se il mondo ti fa sapere che non ti vuole ascoltare, bisogna ascoltare il mondo.
Continuerò a fare musica, ma non sarà rock, non sarà pubblicata ufficialmente, non ci saranno più canzoni. L’autore di canzoni Umberto Palazzo non esiste più. Francamente è un ambiente di merda con cui non voglio avere più niente a che fare e la sola idea di non dover vedere certe facce di cazzo mi fa stare benissimo. Smettere è un piccolo sacrificio per un così grande vantaggio.

J. Beh, sono parole che non lasciano molto spazio a repliche. mi dispiace leggere una certa rabbia dietro ad una decisione che appare comunque serena e ponderata. Intanto so che state preparando un tour di addio. 

U.P. Non c’è rabbia, ma un odio freddo e ponderato verso specifiche persone che sono l’anti-musica. Comunque la scena è agonizzante e patetica. Anzi, agonizzante è un termine addirittura ottimistico: più che altro mi sembra morta.
Il tour parte domani, venerdì 12 settembre, dal Locomotiv di Bologna, in occasione di un party per i vent’anni di Jack Frusciante è uscito dal gruppo (della cui versione cinematografica Umberto curò la colonna sonora, n.d.r.). Ci saranno anche i Diaframma e ovviamente Brizzi.
Andiamo avanti fino a settembre 2015 e poi tutti a casa e le canzoni del Santo Niente non verranno mai più suonate così come sono state concepite e arrangiate. E’ del tutto improbabile che poi io suoni ancora dal vivo come musicista rock. Ho successo come DJ (faccio sulle quarantamila presenze all’anno in un contesto però in cui è molto più facile fare presenze) e devo accettare il fatto che è quella la mia vera attività, non una cosa che faccio mentre sono in stand-by come musicista. Anche musicalmente mi muoverò in quella direzione e pensarmi come musicista rock è un peso di cui mi devo liberare per fare di più.

Non ci resta che fare ad Umberto il nostro “in bocca al lupo”. Capisco che il mondo della musica (oggi più che mai) sia una sorta di “tritacarne” ma, per esperienza personale, so che il suo è un proposito difficile. Mi auguro che avrà modo di farci apprezzare ancora qualcuna delle sue abilità, nella forma che preferirà. E se sarà dietro ad una consolle da DJ, potremo stare certi che quella sera si ballerà delle bella musica.