Etichetta: Universal
Tracce: 11 – Durata: 40:06
Genere: Elettronica
Voto: 6/10

Il termine “sperimentale” ha un significato chiaro: si tratta di qualcosa che sperimenta ciò che nessuno (o pochi) avevano tentato prima. Applicato all’arte, connota opere d’avanguardia, in grado di aprire porte inusuali, anche esagerando, per consentire agli adepti di utilizzarne a proprio vantaggio i risultati. Ecco dunque che se la musica di Franco Battiato negli anni ’70 era innovativa e in anticipo sui gusti e sulle conoscenze del suo pubblico, oggi, per tornare ad esserlo, necessiterebbe di ulteriori audaci azzardi. Col progetto che si nasconde blandamente dietro al moniker Joe Patti’s Experimental Group, Battiato assieme a Pino Pischetola (AKA Pinaxa), invece, non fa alcuno sforzo avanguardistico, non cerca e non inventa. Ciò che fa, semmai, è tornare al (suo) passato, proponendo un lavoro, anche curioso, basandosi su tecniche elettroniche molto vicine a quelle utilizzate per gli album della brillante stagione alla bla.bla. C’è perfino un abbondante utilizzo di computer e di software di ultima generazione che risultano essere più che altro un veicolo di comodo per ottenere, con meno cavi e spinotti, il sound “cosmico” di allora. 
L’album, in realtà, non è affatto male: ci sono brani molto evocativi, surriscaldati da texture sonore affascinanti, imbastite su partiture tutt’altro che elementari. Su alcune, la voce inconfondibile del musicista siciliano connota in modo eccellente l’opera e riporta con un certo divertimento indietro negli anni.
Franco Battiato, lo sappiamo, non è un cretino e risulta piuttosto facile leggere tra le righe di questi spartiti anche un sottotesto ironico. Un’ironia che deve essere stata allargata perfino nella copertina e in quel termine “experimental” che è tutto tranne che coerente.
Ma. Anche di fronte alla presenza di una nuova versione di un brano già apparso su Clic. del 1974 (Propiedad prohibida, nota per essere stata la sigla di “TG2 Dossier” per molti anni e qui reintitolata in italiano Proprietà Proibita) diviene difficile comprendere dove termina l’intenzionalità ed inizia la canzonatura. E questo, proprio per il fatto che Battiato e Pinaxa non lasciano troppo spazio per vederci dentro, diventa un tantino disturbante. L’avessero chiamato Joe Patti’s Electronic Group avremmo saputo come prenderlo. Così, ci tocca rimarcare una poca onestà che difficilmente avremmo pensato di attribuire a una coppia come questa.

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