In questo giorno è piuttosto comune sentire alla radio questa vecchia canzone del 1967.
29 Settembre, che la pregiata ditta Mogol-Battisti scrisse per l’Equipe 84, è ormai un classico della canzone leggera di casa nostra ma ha, a ben guardare, una serie di altri pregi: l’arrangiamento raffinatissimo, curato da Pier Farri assieme a Maurizio Vandelli, è davvero innovativo con una commistione perfetta tra il sound beat della band e quello della prestigiosa orchestra della Scala di Milano. Su questo telaio si insinuano giochi vocali con cori armonizzati e una prova solista di Vandelli che avrebbe fatto storia.
Non è un caso, infatti, che sia proprio questa registrazione ad essere considerata come il primo esempio discografico di Pop Psichedelico italiano, in anticipo di qualche mese su Sgt.Pepper’s… di The Beatles
La scuola dei Fab4 era da sempre quella prediletta dal quartetto modenese ed evidentemente le uscite di Revolver e Strawberry Fields Forever non erano passate inosservate ne alla band nè, tanto meno, alla coppia di autori. 
29 Settembre ha anche un altro primato: si tratta del primo disco italiano registrato su un multitraccia ad otto piste. Una tecnologia che nemmeno i maestri i Liverpool avevano ancora iniziato a utilizzare. Un lavoro di post produzione con sovraincisioni e doppiaggi vari (quasi tutti di Vandelli) restituirono al sound della canzone una pasta inedita per il pop rock italiano (e non solo).
Innovativo anche l’inserimento della voce di un vero speaker radiofonico che annuncia un “giornale radio” con la data del titolo. Prima di allora non era mai stato fatto un tentativo di quel genere per un disco pop e alla Dischi Ricordi mostrarono anche una certa preoccupazione che potesse apparire un po’ troppo sperimentale per il pubblico cui era diretto.
Naturalmente il pubblico era stato sottovalutato e non solo dimostrò di apprezzare tutte le innovazioni della canzone ma addirittura la mandò al numero 1 della Hit Parade con circa 600 mila copia vendute.
Il testo, attribuito a Mogol, ha in realtà un cofirmatario. In SIAE il testo è depositato (anche) con il titolo Ventinove Settembre (differentemente da ciò che accade nella copertina e nell’etichetta del disco e di tutti i dischi che comprendono anche altre versioni, dove appare come 29 Settembre) con anche i credits di Renato Angiolini, che scrisse parte delle liriche. 
Due anni più tardi, Lucio Battisti registrò una sua personale versione del brano che, pur diventando un piccolo classico del suo repertorio, non riuscì a bissare il successo dell’originale.
L’Equipe 84, invece, cercò di piazzare la canzone anche all’estero incidendone una versione in lingua inglese, col testo scritto da Tommy Scott e intitolata 29th September che però passò quasi inosservata.