Etichetta: Warp
Tracce: 12 – Durata: 64:34
Genere: Elettronica
Voto: 8/10

Aphex Twin è colui che all’inizio degli anni ’90 ha spostato la musica elettronica su un binario talmente nuovo da spingere decine e decine di musicisti a tentare di emularne inutilmente l’intenzione. Nasceva tutto dalla musica House (e, più precisamente, da quella deriva squisitamente sperimentale che a  fine anni ’80 venne definita Acid) ma senza accontentarsi di quello che le tecnologie all’avanguardia del tempo permettevano di fare con poco sforzo. Lui, tra i primi, aveva compreso la necessità di spingere sul pedale della composizione e cominciò a realizzare piccoli gioielli di musica sintetica con una forte componente di scrittura, azzardando nella scelta delle sonorità e spingendosi oltre le consuete barriere della comprensione creando qualcosa di nettamente innovativo. 
Per tutto il decennio dei ’90 i suoi dischi giravano di mano in mano, incuriosendo tanto gli operatori del dancefloor quanto le band più attente e ricettive (una su tutte, Radiohead). 
Syro è un disco che arriva dopo un lunghissimo silenzio (almeno sotto questo nome) e sicuramente non delude le aspettative. A rimanere un po’ con l’amaro in bocca, semmai, sono coloro che si aspettavano un passo ulteriormente sperimentale e si ritrovano, invece, un prodotto in cui Richard D. James tira le fila della sua opera, inanellando brani di puro estratto della sua anima musicale. 
Un disco che punta a guarnire un sound inconfondibile con trovate strabilianti di arrangiamento, senza togliersi la possibilità di affascinare gli appassionati del ballo ma impegnandosi affinché ogni brano abbia un taglio più incline alla musica che alla tecnologia.
Pezzi scivolosi e vagamente jazzati come Produkt 29 e Minipops 67 sono evidenti discendenti della passione per Stanley Clarke e Herbie Hancock mentre spigoli techno/jungle come Cirlont6AS950tx16wasr10, pur senza dire nulla che Aphex Twin non avesse già detto in passato, pongono i puntini sulle i in un testo che ha la firma indelebile di James in calce.
Momenti più lunari (Fz Pseudotimestretch+e+3Aisatsana) si adagiano nella tracklist con ineguagliabile eleganza, trasformando l’album in un’opera completa e superbamente scorrevole.
Qualcuno ha pensato che, in tema di elettronica, Richard D. James potesse essere considerato come l’unico attendibile erede dei Kraftwerk e, seppur azzardata, con Syro abbiamo piuttosto chiaro il concetto che fa pronunciare sentenze di quel tipo: questa sarà anche fatta col computer ma è musica di formidabile eccellenza che si appoggia ad un percorso di studio talmente coerente da entrare di diritto nella classicità.