Attraversare i decenni restando sempre un caposaldo della musica leggera, infischiandosene delle mode e portando avanti a testa alta unicamente la propria capacità compositiva, è privilegio di pochi. Burt Bacharach ha un percorso musicale che comprende un’outsider d’eccezione come Marlene Dietrich (per lei faceva il turnista nei primi anni 60) e un paladino del rock cantautorale come Elvis Costello. In mezzo ci sono successi stratosferici, scritti per Aretha Franklin, The Carpenters, Tom Jones, Dusty Springfield e, soprattutto, Dionne Warwick alla quale ha affidato la maggior parte delle canzoni che ha scritto con Hal David. Bacharach e David formarono una delle più fortunate coppie di autori alla fine degli anni ’50, scrivendo (fino alla separazione professionale avvenuta nel ’73) decine di brani diventati degli autentici classici come Do You Know The Way to San Jose, Say a Little Prayer, Walk on by e I’ll Never Fall in Love Again. In realtà Bacharach aveva già conosciuto il successo internazionale grazie a una canzone come Magic Moments che Perry Como portò in tutto il mondo, collezionando un numero incredibile di dischi d’oro. Fu proprio quella canzone ad aprirgli le porte della Hit Parade, che lo resero uno degli autori più richiesti ed interpretati.
Sebbene non fossero scritte appositamente per loro, furono molti i musicisti che incisero canzoni scritte da Bacharach & David e i nomi sono tutti altisonanti: The Beatles, Herb Alpert, The Drifters, Love, Luther Vandross, Dusty Springfield ma anche jazzisti come Wes Montgomery, Cal Tjader e Stan Getz.
Noel Gallagher ha più volte dichiarato di essersi ispirato a lui per la scrittura di molte canzoni degli Oasis e Elvis Costello, che spesso interpretava i suoi classici in concerto, nel 1998 lo ha chiamato per scrivere Painted by Memories, un intero album di canzoni inedite, scritte a quattro mani.

Inserite spesso in colonne sonore di film, alcune canzoni furono scritte appositamente per il cinema: Raindrops Keep Falling on My Head, che fu scritta per Butch Cassidy e realizzò la celebre Arthur’s Theme -interpretata da Christopher Cross– per il film Arthur oltre a curate l’intera colonna sonora per Ciao Pussycat, tra cui il tema principale interpretato da Tom Jones, e Agente 007 Casino Royale nel quale spicca l’indimenticabile The Look of Love cantata da Dusty Springfield). Non mancano nemmeno le incursioni nel musical e, ancora in coppia con Hal David, scrisse l’intera partitura per Promises Promises, portata anche in italia (col titolo Promesse Promesse) dalla coppia Garinei e Giovannini che, in questo modo, portarono alcuni classici di Bacharach in classifica con il testo in italiano. Non mi innamoro più (versione italiana di I’ll Never Fall in Love Again) arrivò alle alte posizioni della nostra Hit Parade nell’interpretazione di Johnny Dorelli con la sua compagna di allora Catherine Spaak.
Anche Adriano Celentano cedette al fascino delle melodie di Bacharach, scegliendo tra il suo catalogo la canzone che inaugurò la sua etichetta Clan, nel 1962: non sono in molti a sapere che Stai Lontana da me, in realtà, porta proprio la firma di Bacharach ed è la cover di Tower of Strenght di Gene McDonalds, col testo italiano dell’eterno Mogol.
Grazie a queste incursioni, Bacharach ha goduto sempre di grande stima anche nel nostro Paese e in tempi recentissimi ha partecipato al Festival di Sanremo, producendo un brano presentato da Karima. Più o meno nello stesso periodo ha composto brani originali per un paio di glorie nostrane del jazz pop come Chiara Civello (Trouble) e Mario Biondi (Something that Was Beautiful).